excalibur
Periodico dell'Associazione culturale "VICO SAN LUCIFERO"

n. 107 - marzo 2019

Sommario

politica e attualità

Il meritato bis
in Consiglio regionale


Reddito di cittadinanza
o lavoro di cittadinanza?


Senza valori culturali, sociali
e politici niente leggi


La Brexit verso il fallimento

storia e cultura

Garibaldi in Sardegna

Max Weber, etica e politica

"Il primo Re",
un film di Matteo Rovere


La rivista "Nova Historica"
e la Sardegna



All'armi, son cinesi!
La grande paura, interessata, dei benpensanti italiani e stranieri
di Angelo Abis
Et voilà, il presidente della Repubblica Popolare Cinese è in visita ufficiale a Roma dal 21 al 23 marzo per stipulare con il governo italiano un memorandum d'intesa teso a regolamentare i rapporti commerciali tra i due paesi in funzione del grande progetto, chiamato da noi "via della seta".
Mal ce ne incolse! Attenti! Sussurrano Americani, Francesi e Tedeschi. I Cinesi col loro progetto vi vogliono colonizzare: compreranno le vostre strutture logistiche, si inseriranno nelle vostre reti di comunicazione, metteranno a repentaglio la vostra sicurezza nazionale.
Aggiungono i nostri ascari nazionali: Cina e Italia! una competizione dell'elefante col topolino! Da qui l'accusa ai nostri governanti di essere dei dilettanti come se il memorandum fosse una trattativa privata tra il presidente cinese, Conte e Di Maio.
Forse è opportuno far presente che un documento di tal fatta, predisposto dal governo cinese è stato notificato al governo italiano per le valutazioni del caso. È quindi fuor di dubbio che il memorandum sia stato minuziosamente studiato e ponderato in tutti i suoi molteplici aspetti economici, politici e strategici da chi se ne intende.
Dopo di che si è aperto il confronto con le posizioni cinesi sino ad arrivare al memorandum ufficiale che evidentemente soddisfa sia gli Italiani che i Cinesi.
Quanto all'elefante cinese che schiaccerebbe il topolino italiano, andiamoci piano.
È vero che la Cina ha un Pil valutato, nel 2017, in 13.000 miliardi di dollari e che l'Italia ha un Pil di 2.000 miliardi di dollari. Ma nessuno si permette di considerare la Russia, che viene dopo l'Italia come potenza economica con un Pil pari a 1.587 miliardi di dollari, alla stregua di un topolino.
Quanto a potenza militare vediamo che la Cina spende per la difesa 98 miliardi di dollari, l'Italia circa 45 miliardi. Non proprio bruscolini se pensiamo che la Germania spende poco più di 48 miliardi di dollari, il Giappone 46 miliardi e la potentissima Russia 61 miliardi.
Si è poi gridato allo scandalo perché la Cina ha installato una base navale a Gibuti nell'ex Somalia francese. Ebbene l'Italia ne ha due: una navale nella stessa Gibuti e una aerea negli emirati del golfo Persico.
Senza contare che l'Italia vanta 39 missioni militari in 24 paesi, con presenze di una certa consistenza nel Kossovo, in Libano, Iraq, Afghanistan, Libia, Niger.
Per concludere: benvenuto in Italia presidente Xi Jinping!