excalibur
Notiziario interno dell'Associazione Culturale "VICO SAN LUCIFERO"

n. 11 - giugno/luglio 1999

Sommario

Quale futuro per "Vico"?

politica e attualità

Il ritorno degli anni di piombo

Il governo della vergogna -
prima parte


storia e cultura

Architettura futurista

spazio libero

Lettere e opinioni


Come comunicato nello scorso numero, l'Associazione "Vico San Lucifero" non ha preso alcuna posizione ufficiale per quanto riguarda le recenti elezioni amministrative regionali. Questo non ha però impedito di esprimere una riflessione generale - anche fortemente critica nei confronti del nostro stesso ambiente - circa il carattere non sempre "alto e nobile" della tornata elettorale e circa le figure che vi hanno partecipato, talvolta meteore e talvolta riciclati, che poco hanno a che spartire con i nostri princìpi ed i nostri ideali. Questi sono gli spunti da cui parte l'editoriale di Efisio Agus, mentre nello "Speciale" allegato al giornale si traccia un quadro più tecnico di ciò che è avvenuto nella nostra sempre più traballante isola.
Ce ne fregammo un dì delle elezioni
di Efisio Agus
È incontestabile che in passato il nostro ambiente fosse ferocemente critico nei confronti del sistema dei partiti, così come non dobbiamo dimenticare con quale e quanta repulsione si guardasse alle elezioni da noi chiamate in senso di scherno "ludi cartacei".
Ma non solo si derideva chi portava avanti campagne elettorali personalistiche (qualcuno di noi ha collezionato volantini, opuscoli e santini esilaranti) ma anche chi sfacciatamente ambisse ad essere eletto senza essere realmente portatore di istanze di alcun tipo e molto spesso senza provenire dal campo ma solo per essere alto, biondo e con gli occhi celesti.
A distanza di anni quel nostro stesso ambiente che in passato esprimeva raramente un candidato, nelle ultime elezioni regionali ne ha presentato un numero sicuramente esagerato che ha portato inevitabilmente a creare eccessivi antagonismi interni e non solo.
Si è pensato soprattutto all'immagine, ai rapporti interpersonali, alla pura caccia al voto facendo ricorso a cene, incontri di dubbio contenuto, o riferendosi a pseudo categorie cacciatoriali o a pseudo etnie.
È mancato ancora una volta il discorso politico che viene da lontano, cioè dalle battaglie portate avanti con convinzione e tenacia nel tempo non solo nelle aule dei consigli ma nelle piazze in mezzo alla gente senza paura di rimboccarsi le maniche e ritrovare l'umiltà di mettersi in discussione, rinunciare possibilmente a qualche carica di troppo ed essere veramente non solo a parole i portatori delle istanze e dei valori della destra.
Ci aspetta una ricostruzione dei propositi, una continuità nella lotta con lo stesso entusiasmo delle elezioni anche da parte di chi non e stato eletto, la condivisione delle idee e la partecipazione attiva alla realizzazione dei programmi.