EXCALIBUR 46 - luglio 2007
Eolico, solare, bovini e bufale
Davvero non c'è alternativa alle energie alternative?
di Bruno Pin
Lo ripetono tante volte. Lo sentiamo tante volte. Lo ripetono vuvueffe o grinpiss o turniamtrogloditi o il zozzone che non mi lavo che risparmio acqua: l'energia rinnovabile è il futuro dell'uomo. Lo sentiamo tante volte dal pecorone Scanio che alla fine, anche se sono di destra, credo veramente alle fonti di energia rinnovabile, che si risparmia anche! Si risparmiano soldi, pecunia, euri (e non euro ma più euro): bufale di sinistra e bovini di destra. A braccetto su eolico, solare e idrogeno. A santificare senza conoscere, e quando fa la sua comparsa Kyoto la genuflessione è d'obbligo.
Ma se il bovino di destra volesse interessarsi alla questione e approfondisse il discorso non molto, solo un poco, troverebbe che un meraviglioso e ambientalmente accettabile impianto fotovoltaico è pubblicizzato come estremamente conveniente perché garantisce un ritorno della spesa in anni venti. Non due. Venti.
Ora, se non sei bovino, già un soggetto che spenda i suoi soldi oggi per poter vedere una convenienza dopo due decadi ti parrà da tesi, ma se sei bovino prova a vedere qual è la vita media di un tale meraviglioso e ambientalmente rispettoso impianto solare: dieci–quindici anni! Se si fa la manutenzione, sennò anche meno. Ergo il bovino di destra che crede alla bufala di sinistra compra il solare tutto contento e comincia a contare gli anni che mancano alla fatidica soglia del pareggio ventennale, che poi gli piace come numero perché rimanda ad altri fasti. Succede però che a metà strada il meraviglioso impianto si rompe e al bovino resta il conto da pagare: lo si vuol capire che il solare è una bufala?
Ma il bovino di destra non demorde poiché è gonfio dei discorsi ventosi sull'eolico, e poi Renatino è contro il mulino, ergo io sono a favore. E come no... Quanto costa un mulino acchiappavento? Tanto, troppo. «E allora perché li mettono in opera?», chiede beffardo il bovino destrorso. Bovino, non sai che gli ambientonti che stanno a Brucsel, e che sono più vuvuvù del vuvueffe, hanno deciso che una certa percentuale di energia prodotta deve provenire da fonti rinnovabili altrimenti fiocca una multa che al confronto l'autovelox è una marca da bollo?
«E allora l'idrogeno?», incalza il bovino. Non sei di moda, oramai l'idrogeno non se lo fila più nessuno.
Insomma, siamo alle solite, di fronte ad un vero problema, l'energia, le bufale di sinistra si sprecano e tutte sono dirette a criminalizzare l'essere umano in quanto tale. Il guaio è che l'uomo di destra ci crede bovinamente, ma forse, e solo, perché non esiste un contraltare degno di tal nome. Proviamoci. Postuliamo che l'uomo è degno di essere il padrone del mondo e che Kyoto è una boiata pazzesca oppure una favoletta buona per chi si spaventa se fuori piove e rimanda l'uscita che piove! Uuuh piove! Poi rinforziamo la convinzione della boiata andando a vedere quanto costa in pecunia al nostro amato stivale il protocollo degli ambientonti di Brucsel.
Ora sì che si può parlare seriamente di energia. Il petrolio, il maledetto, è un peccato bruciarlo ovvero ricavarne combustibile, perché tante e belle cose si possono fare, altro che fuoco. Chi ha studiato lo sa bene. Ergo è un bene che vi sia una penuria di olio nero in modo che divengano obbligatorie altre forme di energia quali metano, nucleare, carbone e biocarburanti. Non sole, vento o onde del mare e risacca del Poetto alla sestima fermata, che per chi non lo sapesse è tra la sesta e la settima.
Il petrolio si userà per creare. L'energia sarà data dal carbone, che ogni Stato possiede e che non inquina tanto e durerà per un quarto di millennio. Poi avremo il metano, che durerà all'incirca e costa niente. Poi il nucleare di quarta generazione, che stimolerà una scienza sopraffina per arrivare alla quinta generazione.
E non parlate di scorie, bovini! E magari Cernobìl! Ma sapete o avete una vaga idea della tecnologia che è attorno al nucleare? E della disponibilità di carburante nucleare che arriva a mezzo millennio? Bovini! Passiamo invece ai biocarburanti, di modo che il rombo del motore sia assicurato. Biodiesel ed alcool ci faranno ancora assaporare la lancetta dei giri che va sul rosso.
Tutto sembra quadrare escluso che per un'inezia: cosa mangeremo? Ovvero, chi coltiverà le arance di Muravera o le ciliegie di Burcei se tutti rastrelleranno colza e girasole?