EXCALIBUR 46 - luglio 2007
Piove... Governo (di A.N.) ladro!
È davvero colpa dei vertici la debacle elettorale di A.N.?
di Angelo Abis
Caro Roberto, sfidi chiunque a contestare l'analisi di Renato Besana... eccomi qua:
1) che in una tornata elettorale che ha interessato centinaia di realtà locali, ognuna con una propria storia, A.N. abbia perso qualcosa perché si sposta verso il centro è risibile: votare a favore dell'indulto o nicchiare sul referendum come ha fatto Forza Italia vuol dire andare a destra e votare contro l'indulto o schierarsi decisamente per il referendum come ha fatto A.N. significa porsi al centro? E la legge Bossi–Fini è una legge di destra o di centro?
Mi vuoi poi spiegare cosa dice A.N. di diverso rispetto a Forza Italia e Lega (ma anche C.C.D.) sul problema delle tasse, su sicurezza, immigrazione, anticomunismo, fondamentalismo islamico, tutela degli artigiani, commercianti, agricoltori, pensionati, ecc.?
2) «C'è un partito (A.N.) che si regge sui ras locali». E ti pareva! Nella storia solo un altro partito è stato accusato di reggersi sui ras locali: il Partito Fascista! I quali ras (termine dispregiativo) hanno tutti lo stesso dna e sono pertanto razzialmente omogenei, come gli Ebrei! Infatti, come un sol uomo, passano il loro tempo «più a contare le tessere degli iscritti (si fatica di meno!) che i voti degli elettori» (e pensare che quando eravamo giovani, noi questi personaggi li chiamavamo galoppini elettorali!)! I quali ras locali, né Besana né tu lo dite, non sono alieni, ma persone, per la maggior parte eletti o da iscritti al partito o dagli elettori. "Ras eletti" è un po' una contraddizione di termini, non trovi?
3) Cagliari e Oristano: dimezzati i voti. Hai perfettamente ragione, se consideri A.N. una macchina raccattavoti e non un'organizzazione politica che, cioè, si occupa e si preoccupa di tutto ciò (idee, progetti, programmi, valori) atto a creare il buon governo dello Stato.
Secondo te chi perde voti è incapace di far politica locale e, pertanto, se dirigente dovrebbe dimettersi dalle cariche: ma quanti dirigenti abbiamo o abbiamo avuto che hanno vinto o perso contemporaneamente elezioni indipendentemente dalle proprie capacità o incapacità politiche? O forse, visto che parli di Oristano, il nostro amico Lisini è diventato improvvisamente incapace perché non è stato rieletto in questa tornata elettorale?
E Cagliari? Non perdere voti sarebbe stato facilissimo: bastava candidare a sindaco Sabiu, vedi tu! Di chi è la colpa? Dei presidenti di circolo? Della giunta e del segretario provinciale? Dei consiglieri e degli assessori uscenti? Dei candidati? Forse...
Ma guardiamoci un po' negli occhi: chi degli iscritti (io per primo) si è dannato l'anima a bussare alla porta di parenti, amici e conoscenti o vicini di casa per procurare preferenze e voti? Non sarà che anche a noi interessano più le tessere, che rappresentano un'adesione a un partito e a un'idea, che non i voti, spesso espressione più di interessi (legittimi, per carità!), che non adesione a idee e valori?
4) «I consiglieri regionali (anche questi tutti uguali) si sono divisi le federazioni in vista delle prossime regionali». Ingordi! Per essere eletti alle prossime regionali è sufficiente una federazione a cranio! Per niente! Se ne sono presi 1,6 a testa! C'è solo un piccolo "ma": si può dividere ciò di cui si è proprietari da ciò che si è rubato. Non credo sussista nessuna delle due ipotesi, altrimenti tu e tanti altri non sareste rimasti indifferenti né sareste andati a votare.
Quanto a tutto l'altro: le duemila firme, l'adesione data per telefono, l'essere portati a votare, cambia forse questo il segno politico di una adesione?