EXCALIBUR 48 - febbraio 2008
L'alfabeto della vera destra
Solo pochi hanno il coraggio di sapere ciò che realmente sanno (Federico Nicce)
di Bruno Pin
C come "coccoi"
È indubbiamente di destra, sfido chiunque a dire il contrario. La sua forma ricercata, frutto dell'umano ingegno applicato all'effimera materia culinaria - effimera per definizione, giacché la semplice visione del cibo è nunzio del suo termine quale sensazione papillare conseguente - la sua forma, dicevo, non ha niente di grupparolo, di comitatoso, di basso miscuglio, di subdola compartecipazione: è piuttosto un piacere individuale, un primo sguardo.
Segue il dolce tranciare quei deliziosi spigoli, rimando di conoscenze ancestrali, astri lucenti e quant'altro. Ognuno ha il suo, e allora c'è chi preferisce la spigolatura sottile e acuta, chi invece si sofferma di preferenza su quelli più tosti, più massicci, promessa di maggiore potere nutritivo.
Ogni coccoi è storia a sé, storia personalissima, intima, limitata ed eternamente rinnovabile: la gioia visiva è seguita dall'applicazione del modus recidendi, continuo o a sbalzi, profondo o superficiale. La tranciata fa riscaldare le papille gustative sino all'abbraccio labiale, singolare, proprio, "mio"!
Quale distanza è invece interposta con la rosetta… quella forma grossolana e male abbozzata che si presta ad essere nutrimento in comune, eguaglianza fra gli eguali: la rosetta è costruita apposta per la facile divisione, per l'agevole proporzionamento, per il comodo spaccare. Nei gruppi di lavoro che imperversano in ogni dove, accanto all'importantissima e cruciale discussione sull'urgente e vitale problematica della pratica dell'incisione dell'unghia del mignolo del piede sinistro dalla parte della tribù dei Bagonghiti nel Bobaomba centro meridionale, la rosetta tiene banco, viene suddivisa con mano espettorante e con la stessa mano distribuita, mai intera, sempre divisa.

F come "fagioli con sugo e lardo"
Non sembri una contraddizione, ma sia spunto per insegnamento ai figliuzzi con ancora un'età compresa nella decina. Vi ricordate "Lo chiamavano Trinità"? Vi ricordatela padella di fagioli e lardo combattuta fra Bud Spencer e Terence Hill, fra Trinità e Bambino?
I fagioli con sugo e lardo presuppongono un'esuberante forza fisica, un'esplosione di energia, presuppongono una vitalità estrema, gioia di vivere a iosa, denti sani, forti e robusti. I fagioli con sugo e lardo sono la benzina avio per aerei da caccia, sono l'idrogeno liquido delle navette spaziali. Ed invece sentiamo parlare di benzina verde, quella che, per far andare ad eguale velocità le macchine, hanno dovuto fabbricare motori più grandi: sushi, quella specie di pesce non cotto condito con alghe di varia qualità e colori e di qualcos'altro di simile non cotto.
In ogni via vedi questo magnificare, simile propellente per sedie a rotelle da quelle esistenze senza vita magre-magre, fisichetto da inerme racchiuso in abito finto casual, sguardo spento e voce stridula nonché isterica e un poco schifiltante. Ti guardano mentre con vorace e massiccia dentatura sbrani il tuo propellente di fagioli e lardo e deformarti in viso come per un attacco di rigurgito. Chiedono sorpresi: «Ma come fai a dire che non ti piace se non l'hai mai assaggiato?». Filino d'uomo che non sei altro, un uomo di destra certe cose le conosce per istinto e questa domanda assomiglia tanto, ma tanto, alla stessa che ti pongono gli invertiti-siamo-tutti-uguali: «Ma come fai a dire che non ti piace se non hai mai provato?». Per me il cibo non cotto è contro natura, me lo dice l'istinto e l'istinto non mente mai!

P come "professoressa porca"
Ui Ui han beccato una professoressa di matematica, anzi una supplente - peggio? - che si dilettava con i precoci allievi di una scuola statale. Ui Ui pare che fosse proprio ignuda come la mamma la fece e anzi coi tacchi, e pare pure che i ragazzi fossero più di uno. E più di due. E più di… patatrac: giornali e televisione, nonché le pecore pubbliche, lanciano strali per la gioventù-bruciata-senza-valori-futuri, drogati e, sociologicamente parlando, altri vari epiteti catastrofici.
L'uomo di destra, la vera destra, fruga nella sua vita, memorabile o meno, da Don Giovanni o meno, da Casanova o meno, da Terence Hill o meno, prima la casa e poi la scuola… Sì, proprio la scuola, la mia scuola, miseria ladra che tempi! Che tempi e che proffa, che gran pezzo di proffa! Ma ti ricordi quando entrava la professoressa di latino… mamma mia… Ero giovane, pischello, inesperto ma quella era una gran professoressa. Grande! E sapeva spiegare così bene con la sua voce suadente e il corpo flessuoso che sottolineava quell'amemus catulliano come sentito, abbracciato, compreso e… mamma mia!
E i film della Fenech? Di Pierino e della Bouchet? Mamma mia… "La professoressa e il ripetente", "L'insegnate fa l'occhietto al preside"… cinema.
E invece guarda questa spostata cosa combina! Che sia spostata non c'è dubbio, ma… ma all'uomo di destra scappa un «che invidia! Se fosse capitato a me quando ero giovane, altro che menate sociologiche… medaglia d'onore conquistata sul campo!».
E il minchione-pacifista-tutto-playstation-e-internet, ormai adulto tale da permettersi una canna al giorno e anche di più, che fa? Sinceramente gli autori di questo breve vocabolario non lo sanno, nel senso che neanche lo immaginano, nel senso che se uno è uomo è di destra, non c'è scampo, se è qualcos'altro è di sinistra, ma cosa pensa il qualcos'altro è un mistero fumoso di canne e minchioneria. Della serie: non sono persone, sono comunisti!

S come "Salomone oggi"
Si ha da un paio d'anni una mamma, una giovane mamma, che ammazza il suo figliuzzo maschio e poi ne sforna un altro nuovo di zecca. Non è dato a conoscere se quest'ultimo fosse il clone del primo, sembra di no giacché il nome è diverso, ma tant'è che la sostanza non cambia: questa sciagurata ha compiuto uno scambio estremo che, a norma di legge vigente, va punito e severamente.
Quel mezzo scemo di giornalista che ha già nel nome la disgrazia, tale Travaglio, visto la sciagura non può esimersi dal proclamare a gran voce suggerimenti forcaioli ai magistrati inquirenti, denotando una limitatezza di visione da cui l'appellativo di mezzo scemo: ha ammazzato il figliuzzo, stop. È successo solo questo: ha ammazzato il figliuzzo, stop.
L'uomo di destra, la vera destra, quella che ha studiato i classici, che li ha studiati davvero e che li ha capiti, ricorda quella enorme figura di Salomone, il saggio dei saggi, assiso sul trono in alto, bianco nella sua stola splendente e la fluente barba. E ricorda due madri che presentarono un bimbo sostenendo la propria provenienza ventrale. E ricorda il saggio che più saggio non si può ordinare di dividere equamente il biventriforo affinché alcun torto venisse fatto ai ventri materni.
E questa invece fa sparire un bambino e ne fa un altro. Ha ammazzato il figliuzzo etiam ne ha prodotto un altro, stop.
E Salomone che farebbe? Una malefatta è stata compiuta ed è necessaria la punizione, che d'altronde rischia di essere malefatta poiché il figliuzzo sostituto mal crescerebbe con la madre nelle patrie galere. È quell'etiam che frega! Punendo per il figliuzzo morto si punisce il figliuzzo vivo. E l'uomo di destra esclama: «Ci ha fregato: uno a uno e palla al centro!».