excalibur
Periodico dell'Associazione culturale "VICO SAN LUCIFERO"

n. 90 - febbraio 2016

Sommario

politica e attualità

Considerazioni sulla sociologia della politica

L'Italia e la rana bollita

Noi, i nipotini del generale Rodolfo Graziani

La spada dell'islam

Di che morte dobbiamo morire?

economia

Le pensioni degli Italiani

costume e società

Sulla vita che scorre

spazio libero

Presente ad Acca Larentia 2016


Banche d'Italia
Temute ed odiate, ma necessarie
di Toto Sirigu

Banche necessarie per il risparmio e l'impresa
È inutile che facciamo i finti rivoluzionari. La Banca come strumento al servizio del cittadino non solo è utile ma è indispensabile. Permette alle persone di mettere al sicuro i propri risparmi e consente ad altre persone, attraverso i prestiti, di dare vita ad una iniziativa economica.
Questa è la Banca dentro una comunità. Una struttura controllata dallo Stato dove può essere consentita la gestione dei privati.
Oggi però in Italia manca una Banca del genere. Infatti, i nostri soldi lì dentro non sono al sicuro, spesso ci negano piccoli importi di denaro per fare una acquisto di necessità, agli imprenditori sani rispondono picche chiedendo infinite garanzie. Aggiungo che la struttura bancaria italiana è governata esclusivamente da soggetti privati non sempre individuabili e che la Banca d'Italia, diversamente da ciò che pensa il cittadino, è la principale banca privata. Tale dimensione privata diventa poi appariscente quando scoppiano i vari casi stile Banca Etruria: i dirigenti nell'oro, gli amici dei dirigenti nell'oro, il cittadino nella melma.
Quindi cari rivoluzionari cerchiamo insieme di abbattere questo tipo di struttura bancaria inaffidabile e ricostruiamo la dinamica del credito e del risparmio avendo, come centrali, due figure: il cittadino nei suoi vari ruoli sociali e lo Stato come Garante della istituzione pubblica denominata banca.
Non è semplice perché è più semplice essere o rimanere servi dei poteri forti che servitori della giustizia sociale ma dobbiamo tentarci. Lo dobbiamo alla nostra storia e a quella che hanno diritto di vivere i figli della nostra Comunità.