EXCALIBUR 2 - aprile 1998
Il "Libro nero del comunismo" - un libro inutile?
di Fernando Casanova
Il "Libro nero del comunismo", edito da Mondadori e sponsorizzato da Berlusconi, Ŕ stato quasi messo all'indice da molti benpensanti, compreso l'On. Fini, il quale sembra considerarlo come una lettura non adatta alle persone intelligenti.
Non si capisce cosa ci possa essere di disdicevole in un testo di cui la letteratura mondiale aveva proprio bisogno: un'analisi sistematica e particolareggiata, cifre alla mano, delle malefatte del comunismo in Unione Sovietica e in tutte quelle Nazioni dove l'ideologia marxista esportata ha provocato e sta provocando dei guasti che molto spesso sono difficili o addirittura impossibili da risanare.
Forse a molti non piace che il libro dimostri, senza retorica ma con precisione assoluta, che il comunismo sia stato un tritacarne che ha macinato almeno cento milioni di persone; un mostro abominevole che ha divorato tutto quello che gli Ŕ capitato a tiro, compreso se stesso, e che, alla sua scomparsa, ha lasciato diversi mostriciattoli ancora iperattÝvÝ e molto pericolosi.
Gli ex (o post) comunisti ammettono, tutt'al pi¨, che qualche eccesso sia stato compiuto, ma soltanto durante il periodo staliniano; invece dalla ricostruzione storica fatta nel libro si evince facilmente che lo stalinismo Ŕ stato solo una delle creature nate dai semi piantati da Lenin. Questa pianta Ŕ stata potata dopo la morte del dittatore, ma le radici, i rami e soprattutto i terribili frutti hanno continuato a prosperare sino alla caduta del Muro di Berlino.
Il libro non si pu˛ leggere tutto d'un fiato; 705 pagine sono molte, anche in considerazione del fatto che spesso Ŕ necessario fermarsi a riflettere su quanto si trova scritto, perchÚ non Ŕ facile accettare, in un attimo, stermini e deportazioni di massa perpetrati senza alcun motivo, apparente o recondito. Spesso si ha addirittura la sensazione di seguire degli avvenimenti fantascientifici, creati dalla fantasia di un autore che parla di un mondo che non Ŕ il nostro.
Una lettura attenta ricollega i fatti che, attraverso la stampa e gli altri mezzi di informazione, per decenni sono arrivati a noi in maniera frammentaria, spesso ammorbiditi o come episodi dovuti alla follia di poche persone, dimostrando invece che l'eliminazione fisica dell'avversario politico ha fatto e fa parte integrante, anzi fondamentale, della dottrina marxista.
Se il comunismo Ŕ davvero scomparso, allora vale la pena di leggere il libro come documento storico di indubbio valore; se invece per qualcuno il fenomeno marxista non si Ŕ ancora esaurito, bisogna leggerlo per poter capire quali sono le tecniche striscianti ed ipocrite attraverso le quali, allora come oggi, quest'ideologia si radica e si consolida, minando e divorando le basi stesse della civiltÓ.