EXCALIBUR 2 - aprile 1998
E tu cosa ne pensi?
Gli interventi dei lettori sui temi trattati negli scorsi numeri

Quale destra dopo Verona?

Vorrei utilizzare questo spazio per lanciare due messaggi: il primo lo rivolgo a quei pochi che ancora si illudono che la svolta di Fini sia solo una mossa che, ottenuta la legittimazione, gli consenta di fare un'opposizione in linea con i valori del vecchio M.S.I.. L'obiettivo dell'On. Presidente è infatti quello opposto: creare una destra "moderna", liberale e liberista, nonché fatalista e rinunciataria dinanzi ai pericolosi processi innescati dalla globalizzazione dei mercati e quindi assolutamente in contrasto con una visione nazionalpopolare della vita e dei mondo. Il secondo messaggio lo rivolgo proprio a Fini. Lo vorrei mettere in guardia da un suo giustificato ottimismo circa il futuro di A.N. dopo Verona. L'ingresso nel governo delle forze "democratiche" ha di fatto sancito la sua complicità col sistema che ha il suo peggior difetto nell'assoluta incapacità di valori in grado di muovere le coscienze degli uomini del nostro tempo.

Stefano Piroddi


Un uomo di destra... un po' perplesso

Chi scrive è il classico uomo di strada che, pure avendo un certo indirizzo politico, stenta a capire di politica o quanto meno a cogliere dal "politichese" dei leaders certe strategie, posizioni e orientamenti. Ciò forse è dovuto alla mia scarsa attenzione o alla mia attività lavorativa che mi assorbe tanto di quel tempo che spazio sufficiente per penetrare fino in fondo certi discorsi non me ne rimane, per cui sono costretto a giudicare il mondo politico nella sua superficie.
Per andare sullo specifico, per esempio, non ho capito "Verona", con la sue innegabili strategie, mire ed intendimenti. Non ho capito Cossiga e i suoi. Con tutto questo trasformismo ho immaginato l'Italia come un immenso stadio con le sue postazioni: nord e sud, sinistra, destra e un piccolo centro con una piscina.
Al punto in cui siamo arrivati mi sembra di vedere un gran movimento di gente che si fa largo negli spalti per tuffarsi nella minuscola piscina. Vedo tanti personaggi pestarsi la faccia sul fondo della piscina perché questa contiene così poca acqua che il tuffarsi così alla cieca altro non provoca che il fracassamento della cassa cranica.
Fini dove va? Cerca di salvare qualcuno o vuol stare il più vicino possibile al bordo piscina?
lo sono uomo di Destra e certi movimenti non li capisco.
Tanto per intenderci con i D'Alema e i suoi "Prodi" non vorrei proprio spartire nulla. Lo stesso strofinamento Fini-Violante avvenuto a Trieste mi ha lasciato alquanto perplesso.
La memoria storica la accetto solo nel momento in cui si ha il coraggio di dire che il fascismo, nel bene e nel male, è finito con la seconda guerra mondiale; il comunismo, nel bene (?) e nel male, vive tuttora con tutta la sua tragedia di sangue e di fame. Non ci sono due ideologie a confronto che attendono patenti di riconciliazione, di assoluzione o di condanna; sono due cose diverse. Il fascismo in quanto tale è stato sconfitto dagli storici e quindi dalla storia che emana dei giudizi in base ai mutamenti sociali di ogni nazione; il comunismo ha subìto la stessa sorte, ma non si capisce perché in Italia, come in altre nazioni, continua ad esistere e a governare incurante di tutte le più clamorose condanne.
Si vuole accettare uno Scalfaro, un Prodi, un D'Alema, un Violante, un Cossutta e quant'altri solo perché non circolano con una regolare tessera del Partito Comunista, ma in realtà praticano la stessa ideologia, portando avanti un discorso e un programma sociale degno del peggior Stalin: il cittadino alla fame e lo stato ricco, mentre tutti stanno a guardare o peggio ancora cercano inutili patenti e impossibili accordi.
Il comunismo italiano, nella sua azione divoratrice, cerca e riesce a minare alleanze già consolidate, mentre tutti stanno a guardare o peggio ancora ne agevolano l'azione saltando da una finestra all'altra.
Ricordiamoci sempre che l'unione fa la forza e la forza era nel rimanere uniti perché solo così già nel '94 riuscimmo a sconfiggere la sinistra.
Ora c'è il disfacimento totale: nel centrodestra è come fosse passato un ciclone che ha spazzato via tutto; c'è un fuggi fuggi generale come se i Valori, i nostri Valori, sui quali abbiamo sempre creduto siano volati via nel nulla, privi di una qualsiasi valida radice. Fini non si sa dove voglia andare, Berlusconi, disorientato, fa l'occhiolino un po' a tutti, compreso D'Alema, Mastella fugge non si sa dove, Buttiglione per non incontrare Mastella fugge dalla parte opposta, dove non si sa!
Ma è così che si combatte il Comunismo?
O ci siamo dimenticati che il nostro de cuíus patto di alleanza aveva motivo dominante la lotta contro il pericolo rosso?
Dov'è andato a finire il bel cartello programrnatico che ci consentì di ammutolire nel '94 e nel '95 il rumoroso popolo sindacale sempre pronto ad ammantare le piazze di rosso? E noi stiamo a guardare, anzi a guardarci in cagnesco!
È esattamente quello che vuole la sinistra.
E qui mi fermo per non annoiarvi nel continuare a dire cose abbondantemente scontate.
Quanto ad Excalibur non ho capito bene di che cosa si tratti e in quale direzione voglia andare. Ho solo notato che è un'iniziativa culturale di destra, e ciò per me è sufficiente per incoraggiarla ed apprezzarla; aggiungo solo che vi seguirò con attenzione per capire meglio e, ove possa essere utile e gradito, farò pervenire il mio modesto contributo.

Pietro Nocco