EXCALIBUR 4 - giugno 1998
in questo numero
Perché milito in Azione Giovani
Costruiamo un sogno
di Paolo Truzzu
«Costruiamo un sogno» recita, con una buona dose di incoscienza e di coraggio, un manifesto di Azione Giovani. Quali motivi può infatti avere oggi un giovane per sognare? Un giovane magari meridionale e disoccupato? Pochi o nessuno in questa Italia di fine secolo dove anche la speranza sembra un bene di lusso.
Non è facile nemmeno per chi, a quindici, diciotto o vent'anni, voglia impegnarsi in politica. Tutto trama contro di lui. Miti, ideologie, convinzioni, e per alcuni parrebbe, talvolta, pure gli ideali sono crollati. E insieme ad essi sarebbe finita anche la storia. Ma questa fine delle ideologie sembra essere a sua volta una potentissima ideologia, che tutto permea e tutto modella secondo la "logica del pensiero unico". Il mondo è fatto così. Nessuno lo può cambiare. «Non sprecare inutilmente le tue energie» è lo scontato leitmotiv di fine secolo. La cronaca politica degli ultimi giorni ha poi frustrato le residue speranze di cambiamento. La Seconda Repubblica è morta prima di nascere. Il grande centro torna prepotentemente alla ribalta. La politica del "vogliamoci bene" e del "ma chi te lo fa fare" è dietro l'angolo. Avevamo sperato di non morire democristiani... Insomma, più che un sogno, l'incubo che torna.
C'è tuttavia chi da questo incubo vuole uscire, magari per sognare ancora una volta ad occhi aperti. Chi cerca quotidianamente di costruire e diffondere un progetto politico che abbia forti valori ed ideali di riferimento. Chi non promette favori, casa e lavoro, ma semplicemente offre qualcosa in cui credere. Qualcosa da conquistare con sacrificio e costanza.
Chi ha fiducia nell'uomo e nelle sue incredibili capacità. Non nel singolo individuo atomizzato, ma nella persona inserita in una "comunità", parte viva di un tutto.
Chi pensa che questa benedetta, o maledetta, "globalizzazione" non significhi necessariamente "omologazione". Chi crede che ci sia ancora lo spazio per l'affermazione e la valorizzazione delle specificità e delle differenze, in virtù dell'"unicità" ed "irripetibilità" di ogni essere umano, e rifiuta i modelli falsamente egualitari e livellatori della sinistra.
Chi ritiene che il primato dei valori tradizionali possa essere riaffermato, sapendo che si tratta in gran parte di valori pre-politici che hanno accompagnato la storia dell'uomo. Valori che sono esistiti, seppure in maniera differente, prima, durante e dopo il fascismo. Che possa essere un concetto di libertà legato alla responsabilità, in contrapposizione alla "finta libertà", e spesso "vera schiavitù", di fare sempre e comunque ciò che si vuole.
Chi crede ancora nella Vita, nella Famiglia e nella Patria. Chi crede che questo stramaledetto paese, devastato da cinquant'anni di corruzione, vigliaccheria e meschinità possa un giorno riacquistare il senso della propria storia e del proprio destino.
Forse questo sogno è solo il frutto della follia di un giovane idealista. Ma fino a quando nessuno mi impedirà di sognare e troverò altri giovani che vogliono ancora sognare sarò profondamente orgoglioso della mia pazzia.
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