EXCALIBUR 13 - ottobre 1999
in questo numero

Calcio e calci (alla libertà)

Liberi di urlare «boia chi molla!», slogan degli anni '70 apparso in tv sulla maglietta di un famoso calciatore

di Andrea Curreli
È una domenica di campionato di calcio come tutte le altre, il pubblico attende con ansia il risultato del posticipo notturno Parma - Lazio. Gli argomenti del giorno sono tanti, dalla crisi nera del Parma al trauma cranico del suo giocatore Benarrivo, all'eurogol di Almeyda, ma il "telespettatore democratico" non sa cosa l'attende ancora. Un attacco alla democrazia? L'instaurazione della dittatura? Il temuto golpe anni '70? Niente di tutto ciò; il portiere del Parma Buffon ha una maglia con su scritto "boia chi molla". L'italietta moralista e antifascista insorge compatta al motto fascista, la stampa nazionale si prodiga in professioni di fede ai princìpi di libertà e democrazia della loro nazione (se ne hanno una oltre Cuba) e tutti quei miseri uomini a gettare litri d'"inchiostro resistenziale". La folla si agita, chiama in causa ministri e polizia; la Jervolino sull'onda della contestazione dichiara: "non posso intervenire con provvedimenti di polizia sulle maglie dei giocatori", il suo sarto che continua a confezionarle abiti collezione anni '30-'40 ringrazia sentitamente pensando a quanto è brutto essere denunciato per "apologia di maglietta fascista" e unirsi ai tanti disoccupati italiani. La Jervolino è gioiosa: per un po' nessuno le chiederà conto di come non ha gestito l'operazione Arcobaleno, dei miliardi gettati nelle mani di delinquenti albanesi.
Ora mi domando: ma quest'Italia ha ancora paura degli slogan e soprattutto dov'è la democrazia di questi presunti democratici? E questa sacrosanta par condicio inventata da loro e usata ovviamente solo quando fa comodo a loro? Ricorderemo la bagarre di Buffon e del suo ingenuo "boia chi molla" (non sapeva cosa rappresentasse quella scritta e, se lo sapeva, ora se l'è dimenticato), ma nessuno ricorda la maglietta esposta da Lucarelli tre anni fa dopo un gol con l'Under 21 con sopra stampato il volto del Che. Solita italietta, meschina ed egoista, patria del "tu non puoi, io invece sì!". E allora contro la faziosità di questa gente, contro un regime che ancora vuole chiuderci la bocca... «boia chi molla è il grido di battaglia»!
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