EXCALIBUR 55 - settembre 2010
in questo numero
È nata "Ambiente e/è Vita - Sardegna"
Ha visto la luce una nuova associazione ambientalista
di Beppe Caredda
Sopra: il mondo è una piccola fragile bolla nelle nostre mani
Sotto: il tavolo dei relatori con il Presidente Beppe Caredda, la Dr.ssa Stefania Masala, il moderatore Gabriele Pedrini e la Dr.ssa Stefania Taccori e parte del pubblico presente all'incontro che ha visto la nascita della nuova associazione
No, non si tratta della nuova Giunta regionale, pur anch'essa bisognosa - crediamo - di sostegno e forse anche di qualche sommesso richiamo ai motivi per cui l'elettorato ha scelto lo schieramento di centrodestra.
No, molto più semplicemente intendo presentarVi l'Associazione "Ambiente e/è Vita - Sardegna Onlus", costituitasi nel gennaio di quest'anno.
Ne parlo perché, sono certo, interesserà gli amici di Excalibur e i suoi lettori, alcuni dei quali, e li ringrazio, erano presenti all'incontro inaugurale tenutosi lo scorso 29 maggio a Cagliari nella sede regionale di Piazza del Carmine, 4.
C'era bisogno, in Sardegna, di un'associazione culturale a indirizzo ambientalista? Sì, per diversi motivi.
Ne riassumo per punti i principali:
1) proporre un'alternativa al dominante ambientalismo monocromatico;
2) fornire, per quanto possibile, una informazione scevra di pregiudizi, scientificamente attendibile e soprattutto socialmente responsabile;
3) riempire, conseguentemente, il vuoto che, in materia ambientale e purtroppo non solo, caratterizza in particolare la mia, la nostra comunità politica di riferimento;
4) creare le condizioni per meglio comprendere e interpretare le reali esigenze del territorio e il bisogno diffuso di una migliore e duratura qualità di vita;
5) aggregare tutti quegli amici e conoscenti da sempre disponibili all'impegno culturale e sociale e che, per note vicende di assetti partitici, sono oggi, diciamo così, confusi e senza riferimenti certi nel territorio.
Ecco, con l'Associazione che in tanti abbiamo voluto ci siamo assunti questo compito e abbiamo scelto l'"ambiente" come teatro di confronto e dibattito, non solo perché è posto a base e finalità di ogni programma politico, come peraltro impone la Comunità Europea, ma perché effettivamente, oggi più che mai, è il luogo dove nascono e si sviluppano le maggiori e più influenti iniziative politiche a tutti i livelli, fino a quello della piccola comunità locale.
L'ambiente e tutte le questioni ad esso correlabili sono pur sempre comunque un ottimo argomento di conversazione, anche se spesso usato come strumento di contestazione o persuasione o pretesto per innescare polemiche e condizionare scelte di ogni tipo.
Nella sua accezione più vasta, l'Ambiente - chi può negarlo? - è sempre più al centro del dibattito culturale e scientifico; si impone e indirizza il confronto politico ed è diventato il riferimento principale nell'attività di gestione della cosa pubblica; muove interessi economici enormi. È la leva giusta e più efficace per sollevare qualunque tipo di divieto, condizionamento o problema, vero o pretestuoso che sia. È il megafono più efficace per giungere, sollecitare, dirigere e governare la sensibilità della gente. Per troppo tempo - concorderete - quanto più le varie associazioni e movimenti ambientalisti rosso-verdi sono cresciuti e diventati influenti tanto da arrivare perfino al Governo, tanto più si è lasciato crescere attorno a noi un'imbarazzante indifferenza per le questioni ambientali, anche quando era fin troppo evidente la loro invasiva irruenza nel nostro stesso agire quotidiano.
E... siamo stati travolti dall'onda di piena ecologista, quella ideologica per intenderci, che la sinistra ha cavalcato e fatto propria presentandosi, anche a livello mondiale, con un volto nuovo e con un nuovo vangelo il cui titolo potrebbe essere "noi, salvatori del pianeta". Abbiamo visto cosa ha prodotto la passata legislatura, specie regionale! Una piena ecologista che, come tutte le piene, più è torbida e unidirezionale e maggiormente fa danni.
Però, chissà, forse ce n'era bisogno; anzi io sono convinto che ce ne fosse bisogno, se non altro perché ora tutti siamo chiamati a riflettere non sul nuovo volto della sinistra di cui non ce frega assolutamente nulla, ma sulle scelte e sui nuovi modelli di sviluppo che, a livello mondiale come in quello locale, continuamente vengono proposti per vincere la cosiddetta "sfida ambientale".
Questo, ci dicono, è l'impegno che in ogni luogo l'umanità tutta dovrà assumersi nel secolo appena iniziato.
Insomma, si vuole innescare, ma è già in atto, una "rivoluzione" dei sistemi di produzione industriale e di uso delle risorse naturali, ovvero una diversa e più "sostenibile" organizzazione sociale.
Noi non siamo esclusi da questo processo, anzi ne siamo fortemente coinvolti perché è qui, nella nostra isola in particolar modo, che si scontrano violentemente le inderogabili esigenze di tutela dell'ambiente e delle sue risorse, non solo quelle naturali, con le altrettanto inderogabili e assolutamente indispensabili necessità di "fare e costruire" per modernizzare e dotare il territorio delle infrastrutture basilari a sostegno delle iniziative di crescita e sviluppo della nostra popolazione.
Credo di non sbagliare se affermo che c'è, fra la nostra gente, un bisogno primario, forte e urgente, di uscire dal tunnel della povertà e del disagio sociale, sanando, intanto, la frattura ideologica che si è voluto strumentalmente creare fra l'ambiente e l'uomo, fra la necessità di "fare" e l'esigenza di "conservare".
Ma finché non si ricompongono i contrasti politico-culturali, finché l'uomo, per sua scelta, è privato o anche solo condizionato nella sua naturale vocazione di "pontifex", ovvero inventore e costruttore di "ponti" non solo materiali; finché l'ambiente (per scelta umana!) continuerà di fatto ad essere limite e non luogo di risorse da scoprire e valorizzare... beh, credo che qualunque iniziativa tesa al miglioramento delle condizioni attuali non abbia grandi possibilità di successo sia per la comunità umana che per l'ambiente.
Ma tant'è, il dibattito è da sempre aperto, dalla notte dei tempi, e tuttavia si va avanti, cambiamenti climatici permettendo!
In fondo non è stato detto che tutta la vita è risolvere problemi e che nella ricerca delle soluzioni si procede per tentativi ed errori?
In tale ottica, l'esperienza di governo regionale appena trascorsa può definirsi un tentativo fallito, non riuscito, nella ricerca delle soluzioni allo storico disagio sociale della nostra terra senza peraltro che si sia raggiunto l'obiettivo di migliorare la complessiva condizione ambientale.
La bocciatura politica del precedente governo è perciò fondamentalmente un'eliminazione di errori. Il problema quindi resta irrisolto e attende ora nuovi tentativi di soluzione da parte del nuovo governo regionale.
Ecco, in questo nuovo tentativo noi vorremmo, come associazione, poter esprimere le nostre proposte, offrire il nostro contributo. Per questo ci siamo organizzati e già stiamo lavorando, sganciati dai partiti, sicuramente liberi e autonomi nel pensare e valutare le cose, senza dover necessariamente sacrificare i nostri convincimenti e riferimenti culturali. Che sono alternativi al pensiero e alla cultura politica cosiddetta di sinistra.
Di ciò ne riparleremo anche in appositi incontri che l'Associazione ha in programma, magari non nel breve periodo, ma entro l'anno in corso sicuramente.
Ora c'interessa capire quel che sta avvenendo nella nostra regione tutta impegnata, col suo nuovo governo, a programmare lo "sviluppo" e rivitalizzare le esangui forze produttive. A tal proposito è significativo, come volevasi dimostrare, che i primi passi siano già stati mossi, ma guardate un po', proprio in direzione dell'ambiente e del territorio.
È in corso - come sapete - la rivisitazione del Piano Paesaggistico Regionale (ricordate quante polemiche e quante contestazioni?), che si tira dietro sia la mancata legge di disciplina e governo del territorio (la buccia di banana del governo Soru) sia il piano casa e relativo piano per l'edilizia, di cui si parla in questi giorni, ambientalisti a senso unico permettendo. Ciò dovrebbe contribuire a rimettere in moto l'impresa e l'occupazione.
Ce n'è bisogno subito e indiscutibilmente, ma non dovrà essere un processo esclusivamente economico che facilmente può scivolare nella speculazione e nell'abuso! Può essere invece anche l'occasione per ripensare il complessivo Piano di Sviluppo Regionale che la Giunta sta predisponendo.
In associazione stiamo seguendo l'evolversi delle cose e presto saremo in grado di offrire il nostro contributo. Ma c'è tanto di cui occuparci e l'elenco è ben noto. Con i nostri responsabili locali, distribuiti in diversi comuni, stiamo organizzando il lavoro.
È dura ma siamo ottimisti, ben motivati e ovviamente aperti ad ogni collaborazione, sempre gradita.
A tal fine per chi intendesse avere nostre notizie può:
- collegarsi al sito www.ambientevita.sardegna.it;
- spedire una e-mail all'indirizzo sardegna@ambientevita.it oppure avsardegna@tiscali.it
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