EXCALIBUR 55 - settembre 2010
in questo numero
Riflessioni sul futurismo (2ª parte)
Il Futurismo tra storia ed attualità
di Isabella Luconi
Sopra: Tato (Guglielmo Sansoni), "Sorvolando il Colosseo (spiralata)"
Sotto: "Manifesto per il Centenario"
Fascismo e Futurismo
Ma il fascismo fu futurismo?
La passione per l'azione e la convinzione che era necessario cambiare quel mondo borghese hanno spesso portato ad identificare fascismo e futurismo. La cultura nata dalle forze antifasciste, con la sua condanna al fascismo, ha impedito per decenni che il futurismo fosse valutato per le sue caratteristiche e le sue specificità.
E probabilmente è per questo motivo che solo recentemente si è cominciato a capire che cosa è stato il futurismo, e quale straordinaria innovazione ha portato in tutti gli ambiti della cultura e dell'arte.
È solo nel momento in cui Filippo elabora l'idea di fondare un partito futurista nel 1918, che si attenua il fermento artistico e quella idealizzazione del movimento, facendo scorgere quella aderenza alla realtà sociale per la quale possiamo individuare alcuni punti di contatto con il primo fascismo sansepolcrino.
Ma le attinenze finiscono qui.
Molti punti dei due programmi, quello futurista del 1918 e quello dei fasci di combattimento del 1919, sono simili, qualcuno persino identico.
Ma si coglie la diversità nel substrato ontologico.
Il programma dei Fasci di Combattimento è un programma innovativo dal punto di vista sociale e politico, ma è fortemente radicato nella realtà politica, e mira ad una cambiamento strutturale delle istituzioni e delle leggi.
Il programma del Partito Futurista Italiano è anch'esso un programma innovativo, ma è fortemente proiettato in una realtà futura completamente diversa da quella nella quale vive.
Entrambi però sono assolutamente attuali.
Basti pensare all'abolizione del Senato, alla riforma tributaria attuata con una imposta straordinaria sul capitale (oggi è del 12% mentre quella sul lavoro dipendente è del 43%), alla partecipazione dei lavoratori all'impresa (art. 46 della Costituzione), alla riforma della burocrazia intesa come sua abolizione (ancora oggi dichiarata negli intenti ma non attuata), all'abolizione dell'esercito per ristabilire l'ordine (al contrario di quello che viene proposto oggi).
La parificazione dell'eguale lavoro delle mercedi femminili (solo oggi ottenute con le pari opportunità), la trasformazione della beneficenza in assistenza e previdenza sociale (si è dovuto aspettare il 2005 per avere una legge sull'assistenza).
E sempre rimanendo in tema di modernità, entrambi i movimenti avevano capito l'importanza della propaganda, adottando alcune metodologia pubblicitarie, che i mass media moderni si attribuiscono, con molta prosopopea, come loro invenzione.
Pensiamo al volantinaggio che fecero i futuristi adottando un foglio colorato senza contenuto, o allo sforzo che il fascismo profuse nella capillarizzazione dei messaggi, dai quaderni Balilla con il decalogo dell'era fascista alle cartoline raffiguranti il Duce.
Pensiamo alla rivista illustrata del Popolo d'Italia con le copertine futuriste di Garretto e le illustrazioni di Sironi.

Pensiamo al teatro
Il fascismo cercò di alimentare un teatro popolare con oltre duemila compagnie filodrammatiche che aderirono all'opera nazionale del dopolavoro.
Istituì il sabato teatrale e i cosiddetti carri di Tespi. che si rifacevano alla tradizione del teatro viaggiante e avevano lo scopo di raggiungere i paesi più sperduti.
Il futurismo adottò il teatro quale veicolo principale per la diffusione del movimento organizzando in un teatro affittato le cosiddette serate futuriste.
Ne "Le basi" il sipario si alza all'altezza delle gambe per demistificare la gestualità delle mani, mentre nel "Non c'è un cane" lo scenario si apre su una via deserta e non accade veramente nulla.
In comune hanno però solo l'idea della veicolabilità dei messaggi attraverso il teatro; ma per il fascismo il teatro era la versione popolare del pensiero fascista, per il futurismo è la rappresentazione della rottura con il teatro nazionale, che il fascismo voleva rappresentare.

- noi fascisti non abbiamo dottrine precostituite, la nostra dottrina è il fatto
- noi futuristi non siamo e non saremo mai profetisti.

Entrambi volevano un futuro dominato da loro, ma le strade per conquistare questo futuro divennero con il tempo sempre più diverse come naturalmente doveva accadere, poiché il fascismo è stato una rivoluzione politica, il futurismo una rivoluzione artistica.

Il 20 febbraio 2009 il futurismo ha compiuto 100 anni. Un secolo
E in questo secolo l'accelerazione tanto auspicata dal movimento futurista ha portato alla distruzione della società in cui viviamo.
Filippo sarebbe inorridito di fronte all'uso che l'uomo ha fatto delle sue potenzialità, della sua audacia, del suo coraggio.

«Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo,
l'abitudine all'energia e alla temerarietà
»

Ma il canto si è tramutato in un orrendo suono che lacera le orecchie di quegli uomini che sono diventati come le macchine che tu esaltavi.
Ma questi stessi uomini non hanno capito il senso della velocità, come tu la raccontavi nei tuoi manifesti.
Era la velocità delle idee, delle passioni, dei sogni senza confine, non ci rimane molto per poter ancora sognare, per poter ancora «marciare e non marcire», e con un pizzico di passatismo, quello stesso che tu hai tanto combattuto, provo a scrivere il manifesto del terzo millennio... in 11 punti:

1. noi vogliamo esaltare lo spirito e la capacità dell'uomo di distinguersi dall'animale che è dentro ognuno di noi.
2. noi vogliamo amare noi stessi, più di ogni cosa, perché solo così si può amare gli altri
3. noi vogliamo esaltare il merito e la capacità per metterla al servizio di tutti coloro che non sono in grado di agire.
4. noi vogliamo esaltare l'onestà, perché si possa tornare a suggellare un patto con una stretta di mano.
5. noi vogliamo esaltare il coraggio, perchè i vili smettano di perseguitare i deboli.
6. noi vogliamo esaltare la patria perché è il grembo dal quale siamo nati.
7. noi vogliamo esaltare la lealtà verso gli altri perchè il nostro ricordo rimanga nel cuore dei sopravvissuti.
8. noi vogliamo esaltare l'amore, quale forza propulsiva che è alla base dei destini del mondo.
9. noi vogliamo esaltare il lavoro, quale momento dove l'uomo può realizzare se stesso.
10. noi vogliamo credere nella forza delle idee, nella forza delle passioni, nella forza della coerenza.
11. noi vogliamo combattere questo mondo globalizzato, retorico, bugiardo, arrivista, un mondo senza anima, senza valori, senza principi, per esaltare lo spirito che trascende la materia e piega al suo volere il destino della umanità.

Ciao Filippo,
tu volevi uccidere la luna,
l'abbiamo fatto noi,
ma non come volevi tu.

Futurismo 1909-2009: una ideologia globale
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