EXCALIBUR 61 - settembre 2010
in questo numero
Excalibur cambia guida
Cambio di guardia alla direzione di Excalibur
di Angelo Abis ed Ernesto Curreli
Chi va...
Caro lettore,
anch'io, dopo 30 numeri, lascio la direzione di Excalibur, esattamente come il mio predecessore Roberto Aledda, con la differenza che Roberto riuscì a stampare i 30 numeri in 4 anni, mentre il sottoscritto, in questi ultimi 4 anni non è riuscito ad andare oltre la media di 5 numeri all'anno.
Sul perché ci sarebbe molto da discutere, anche in senso critico e autocritico, ma lo ritengo inutile a fronte di alcuni dati incontrovertibili.
Innanzitutto Excalibur è sulla piazza da 12 anni. Non mi risulta altrettanta longevità da parte di altre pubblicazioni "d'area" nell'Isola.
È l'unica pubblicazione che in qualche modo è al contempo il frutto e la coscienza critica di quella vasta area umana che per comodità definiamo, al di fuori di partiti e partitini, di destra. In questo contesto abbiamo cercato di arricchire il patrimonio ideale e intellettuale dell'attuale destra, mettendo in luce e riscoprendo uomini, fatti e idee riguardanti la "nostra" Sardegna. Ritengo che Excalibur sia stato e sia ancora un buon giornale: e questo per merito soprattutto dei tanti che, gratis et amore Dei, si impegnano a scrivere, lo predispongono per la stampa lo immettono su internet, cacciano i quattrini.
E qui veniamo alle dolenti note: di quattrini ne entrano pochi, almeno per quello che riguarda le nostre ambizioni. Ovviamente la colpa è solo del sottoscritto, che, anche per altri impegni da cui è oberato, non è più adatto alla bisogna.
Sono cambiate tante cose in questi anni, ed è normale che nella vita delle persone ci siano mutamenti. Non è certo una tragedia, ma Excalibur non può più permettersi il lusso di vivere "pericolosamente".
Basterebbe trovare, nell'ambito dell'associazione, una persona che oltre ad essere in regola con le doti intellettuali e di scrittura, avesse capacità imprenditoriali, spirito d'iniziativa, entrature nel mondo economico e in quello politico tali da permettergli di procurare un po' di grano.
Detto e fatto. La persona è l'amico Tino, ovvero il dott. Ernesto Curreli, commercialista, sino a ieri spalla importante del giornale, da oggi la speranza, che per me è certezza, che con lui Excalibur raggiungerà traguardi insperati.
Angelo Abis
... e chi viene.
Caro Angelo,
innanzi tutto desidero ringraziarti a nome dei redattori e dei lettori per il prezioso lavoro di Direttore di redazione di Excalibur, che hai svolto fin dal lontano 2001.
Con te il nostro periodico, «purtroppo l'unica rivista di destra esistente in Sardegna», come ami ripetere per rimarcare una desolante pigrizia intellettuale che sembra colpire anche il mondo della destra, ha compiuto un salto di qualità. I temi trattati, migliorati anche qualitativamente, sono aumentati, è migliorata la grafica ed è stata incrementata la tiratura.
Per raggiungere questi obiettivi, con la tua tenacia hai saputo coinvolgere diversi collaboratori, che con serietà hanno profuso contributi di valore. La tua passione per la Storia ha infine fatto di Excalibur una prestigiosa rivista che ha apportato alla bistrattata "storia del Novecento" figure e tematiche spesso misconosciute. Alla tua persona sono giunti lusinghieri riconoscimenti, che tutti noi sottoscriviamo. Il tuo faticoso impegno di scrittore storico (hai già pubblicato diversi libri importanti) ti suggerisce di chiedere un cambio alla guida redazionale di Excalibur.
La scelta della redazione è caduta su me, che proprio non me l'aspettavo, consapevole come sono delle gravose responsabilità.
Spero che Efisio Agus, primo tra tutti, nella sua qualità di Direttore responsabile, voglia starmi vicino, al pari di Angelo Marongiu, che ha saputo dare una più razionale impostazione grafica alla rivista e di Fausto Caboni, che diffonde anche in "rete" il nostro mensile. Come spero nel contributo di tutti i redattori e i collaboratori della rivista, compresi quanti, da tempo e per svariati motivi, hanno ridotto i loro interventi.
Per parte mia cercherò con prudenza di introdurre qualche modifica: grafica più snella, articoli più brevi, più immagini, maggiore attenzione alla realtà che ci circonda. Tenendo sempre presente che noi non abbiamo l'ambizione di dettare la linea politica alla destra in generale: sarebbe velleitaria supponenza. Possiamo soltanto "fotografare" ciò che si muove in quell'area vasta e qualche volta confusa. Tentando, quando possibile, di provocare riflessioni per mantenere coerente, nel tempo che muta, la radice dalla quale muoviamo.
Ancora un grazie, anche a nome dei soci dell'Associazione Vico San Lucifero, che sono i nostri veri editori, e ai lettori che ci sostengono.
Ernesto Curreli
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