Excalibur blu
Un altro sardo caduto
Il caro prezzo della missione in Afghanistan
della Redazione
Il nostro soldato arriva a Ciampino
Se ne va un altro alpino sardo, Luca Sanna di Samugheo (OR), di 33 anni. Il giovane era da otto anni in forza all'8º Reggimento della Brigata Julia.
Si era sposato da pochi mesi con Daniela, una ragazza di origini sarde, e con lei si era stabilito a Lusevera, vicino a Cividale del Friuli, sede del Reggimento.
Con lui sono trentasei i militari italiani che hanno perso la vita in Afghanistan, "terra di gente cattiva", come dicono i suoi amici di Samugheo.
Per lui l'ennesimo funerale di Stato, con gli onori militari e alla presenza delle autorità civili e militari, oltre che della famiglia. Il ministro Ignazio La Russa ha dichiarato in Parlamento che l'Italia continuerà la sua missione di pace con gli altri contingenti alleati, ma nell'opinione pubblica si va diffondendo un forte scetticismo sull'esito positivo della missione.
In realtà la gente le chiama ormai "guerre di pace" e sempre più spesso anche negli ambienti politici sorgono interrogativi sull'utilità di proseguire queste missioni. Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, chiede pubblicamente di rivedere la presenza italiana "in quella guerra" e lo stesso Silvio Berlusconi ha ventilato un possibile ritiro dall'area.
Anche noi ci chiediamo a cosa serva proseguire queste missioni in Paesi dove l'estremismo islamico appare sempre più forte e dove ogni tentativo di introdurre problematici sistemi democratici sul modello occidentale è destinato a naufragare.