EXCALIBUR 68 - marzo 2012
in questo numero

"La corsa per il colle" di Domenico Nania

Una spassionata analisi dell'ultimo decennio di storia repubblicana

di E.C.
Sopra: Domenico Nania, senatore del Pdl
Sotto: la copertina de "La corsa per il colle"
Domenico Nania, autorevole senatore del Pdl, già esponente di rilievo della destra missina e aennina, si rivela ancora una volta arguto e prolifico narratore di vicende politiche.
Nel suo "La corsa per il Colle", Nania ripercorre l'ultimo decennio di storia repubblicana. Dal riuscito tentativo di Silvio Berlusconi di creare un ampio fronte moderato di centrodestra capace di traghettare l'Italia verso una vera democrazia dell'alternanza, fino allo "strappo" di Gianfranco Fini, che ha avuto l'unico risultato di resuscitare lo schieramento di sinistra che va dal Pd a Vendola e Di Pietro.
«A mente fredda riavvolgerò il nastro per attenuare l'amarezza che si prova quando "qualcuno" si dimette da "qualcosa", per descrivere i caratteri di una "destra che piace alla sinistra" e per rilanciare la scommessa di "una destra che fa la destra"»
Quel "qualcuno" è riferito a Fini e alle sue "dimissioni" dalla destra politica. Nania ricorda con delusione la mancata difesa di Almirante da parte del presidente della Camera durante la commemorazione del ventennale della scomparsa del leader missino avvenuta a Montecitorio il 28 maggio 2008.
L'on. Fiano, per contestare l'iniziativa di Gianni Alemanno di intitolare una strada romana ad Almirante, colse l'occasione per leggere un articolo sulle leggi razziali, scritto nel 1942 dal giovane Almirante. Fini, anziché limitarsi a registrare l'opinione di un deputato, si dichiarò a sua volta d'accordo con Fiano, dimenticando di ricordare che Giorgio Almirante in mille occasioni aveva sconfessato le sue posizioni giovanili in materia. Ciò si rileva sia dai suoi scritti (cifrare per tutti il suo "Autobiografia di un fucilatore") e dai suoi interventi pubblici: «Ho superato la mia adesione al movimento razzista per uno di quei superamenti di coscienza ai quali bisogna pervenire se si vive con onestà la propria fede», disse quattro decenni prima durante una Tribuna politica.
L'"erede" di Almirante, rileva Nania, poteva ben immaginare che l'indomani i giornali avrebbero definitivamente seppellito Almirante e la sua memoria nella destra italiana.
Nel libro cita, infatti, un elenco impressionante di ben diciotto titoli di stampa subito apparsi per incensare la "destra che piace alla sinistra" del "nuovo" Fini, il quale, da allora in poi, non ha mancato di differenziarsi da tutto ciò che alla sinistra potrebbe ricordare, invece, la "destra che fa la destra" e che crede ancora nei suoi valori, contrapposti alla sinistra.
Nania ha presentato il suo nuovo lavoro a Cagliari nella sede della "Società degli Operai", davanti a una foltissima platea che è rimasta ad ascoltarlo fino a tarda sera, incantata dal suo discorrere piacevole. Nel libro non lo dice, ma si comprende che tutta l'azione dell'ultimo Fini è tesa a piacere alla sinistra.
Forse per ottenere il via libera verso il Colle del Quirinale?
tutti i numeri di EXCALIBUR
VICO SAN LUCIFERO