EXCALIBUR 92 - giugno 2016
in questo numero
La nuova Boldrini si chiama Giannini
Trasformazioni ed aspirazioni della "Ministra" dell'Istruzione
di Vittorio Susinno
Stefania Giannini e Johanna Wanka
In un articolo apparso lo scorso 4 maggio sull'HuffPost si dà notizia dell'incontro tra il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (passata da Scelta Civica al Pd, quindi condannata nemmeno 10 giorni fa a risarcire 9 mila euro all'Università per Stranieri di Perugia di cui era Rettore) ed il suo omologo tedesco Johanna Wanka. Motivo del colloquio è stata la ratifica di un accordo di cooperazione tra Italia e Germania in merito alla formazione professionale di cui, al momento, non si conosce il contenuto.
Si apprendono, invece, le dichiarazioni rilasciate per l'occasione dal Ministro Giannini, con cui rivela la sua idea di lavoro per il popolo italiano: «il Paese deve allontanarsi dall'impronta classica che ha permeato per secoli la società e il sistema d'istruzione per avvicinarsi al modello tedesco: più pragmatico, precario e orientato al lavoro. Dobbiamo abituarci all'idea di un mondo impostato su un modello economico di stampo americano, dove il precariato è la norma. Dobbiamo abituarci a vite con meno certezze immediate, fatte da persone che si spostano continuamente e dobbiamo incentivare i loro movimenti. Flessibilità significa precariato, che non è sinonimo di malessere».
E se ciò non bastasse, ce n' è pure per la famiglia vista come orpello: «La famiglia come l'abbiamo conosciuta esisterà sempre meno. Le persone, in primis i genitori, si devono poter spostare individualmente e per questo il nucleo familiare non avrà più la funzione di stabilità sociale che ha avuto per la mia generazione».
Per sopperire all'unico vero problema legato alla scomparsa della famiglia, ovviamente solo quello demografico, arriva la soluzione della collega tedesca Wanka: «Il nostro successo economico non si è tradotto in una alta produttività di figli. In 10 anni la Germania ha perso il 22% della propria popolazione. In questi termini l'arrivo dei migranti ha una funzione economica specifica. Cioè quella di occupare quella fascia lavorativa lasciata vuota dalla crisi demografica e che una volta era occupata dalle imprese a direzione familiare». L'HuffPost rincara la dose constatando che: «I migranti hanno dunque una funzione sostitutiva rispetto all'ormai estinto modello economico fondato sulla famiglia. Anche in Italia dovrà essere così».
Il discorso va ben oltre le criptiche dichiarazioni della Boldrini datate 2014 che le valsero mesi interi di silenzio-stampa per l'imbarazzo generato a livello mediatico («I migranti sono l'avanguardia dello stile di vita che presto sarà anche il nostro»). Le "Ministre" (come tiene a specificare l'HuffPost) raggiungono quella dimensione surreale che fa dubitare se si stia leggendo un giornale o le pagine di un romanzo distopico che supera per fantasia tutte le tesi di complottismo finora girate in rete. Non ci resta che aspettare della buona satira per seppellire questa caterva di assurdità come è successo con la Boldrini 2 anni fa (Paolo Kessisoglu, impersonandola su Italia 1, le fece ammettere di «sparare la stronzata della settimana affinchè i cittadini non si dimentichino di lei»).
Sarebbe interessante, comunque, chiedere alla Giannini se prima di imitare le riforme del lavoro tedesche (come quella infernale dell'Hartz 4) non abbia intenzione di seguire l'esempio di Annette Schavan, Ministro dell'Istruzione in Germania prima della Wanka, che rassegnò le dimissioni perché accusata di plagio della sua tesi di dottorato, non certo per una condanna come quella ricevuta dalla nostra "Ministra".
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