Excalibur blu
SPECIALE
Ezra Pound ed Ennio Porrino
Toh! Pure Ezra Pound conosceva il musicista sardo Ennio Porrino!
Spiegare ai nostri lettori chi è Ezra Pound sarebbe una offesa, dal momento che tutto il mondo umano che è stato punto di riferimento e sostegno della cultura della destra ha sempre difeso il grande poeta dei Cantos con le unghie e con i denti, sin da quando il governo americano pensò bene di conciliare l'esigenza di condannarlo a morte in quanto (per loro) traditore della patria col fatto che l'uccisione di un grande poeta per le sue opinioni non è proprio un bel biglietto da visita per una grande democrazia.
Pertanto pensarono bene di rinchiuderlo, senza neppure processarlo, nel manicomio criminale di Saint Elizabeth (Washington), da dove uscì dopo 12 anni, nel 1958.
Tra l'altro Pound, oltre che essere il più grande poeta del '900, fu anche un eccellente musicologo e musicista e, come lui stesso sosteneva: «i poeti che non si interessano alla musica sono o diventeranno cattivi poeti».
Ed egli, per non sbagliare, iniziò a fare il critico musicale sul settimanale londinese "New Age" già dal 1920 e finì col comporre un gran numero di "arie" e persino due opere di musica lirica: "Le Testament" a Parigi nel 1922, su un testo di Francoise Villon, e "Cavalcanti" su testi di Guido Cavalcanti, nei primi anni '30.
Fu lui, avendo tirato fuori da una biblioteca veneziana ben 309 spartiti, a riscoprire e rilanciare l'ormai dimenticato musicista del '700 Antonio Vivaldi.
Ma adesso spieghiamo il perché del nostro interessamento al "musicologo" Ezra Pound. Al nostro amico e collaboratore di Excalibur, Prof. Carlo Rossetti, già docente in Inghilterra, è capitato tra le mani il n. 1 del gennaio 1937 della rivista "Music & Letters" edita dall'università di Oxford.
Nella rivista compare un articolo di Ezra Pound dal titolo "Ligurian view of a Venetian Festival". L'articolo parla del Festival Internazionale della Musica tenutosi a Venezia nel 1936 e, anche se in maniera accidentale, il poeta si occupa del musicista sardo Ennio Porrino.
Il musicista sardo, se pure giovanissimo (nel '36 aveva 26 anni), partecipò al festival veneziano con la composizione "I canti di stagione", ma non è chiaro se Pound lo giudichi come compositore o come autore. Ma, giudizi a parte, il fatto che entrambi abbiano amato l'Italia e, se pur sconfitti, non hanno arretrato di un millimetro rispetto alle proprie idee, ce li rende cari.
Del resto lo stesso Pound, in tempi non sospetti affermò: «Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui».
Ecco perché Excalibur si onora di pubblicare per la prima volta in Italia, il saggio di Ezra Pound.
Dal saggio sono state escluse parti strettamente tecniche e perciò di difficile comprensione, senza nulla togliere all'organicità e alla completezza del testo stesso.