Excalibur rosso
SPECIALE
Sardi a Salò: don Antonio Ledda
L'incredibile storia del cappellano militare della R.S.I.
Lo scrittore Nino Nonnis e Angelo Abis parlano di don Ledda nei locali del L'Aquila Club (Cagliari, 30.01.2017)
La cosa ebbe inizio una decina d'anni fa. Dopo una conferenza sulla Sardegna degli anni '20, Angelo Abis fu avvicinato dallo scrittore e autore teatrale Nino Nonnis, il quale confessò di essere lui, convinto uomo di sinistra, nipote di un cappellano militare della R.S.I. trasferitosi nel dopoguerra in Venezuela, dove pure morì senza mai arretrare di un millimetro rispetto alle sue idee di fascista convinto.
Nonnis chiese ad Abis, in qualità di storico, di aiutarlo a ricostruire e a storicizzare la figura dello zio nel contesto di quel drammatico periodo. Da lì una proficua collaborazione fra i due che culminò, il 30 gennaio di quest'anno, in una conferenza tenutasi a Cagliari, a cura dell'associazione "Riprendiamoci la Sardegna", nei locali dell'Aquila Club, dal titolo (steso da Nonnis): "Mons. Antonio Maria Ledda nella storia del Sardofascismo, Salò e primo dopoguerra".
Mentre Nonnis ha parlato dello zio da un punto di vista umano collocandolo nel contesto sardo e, più in particolare, in quello del suo paese natale, Sindia, Abis ne ha tracciato un profilo ideologico-politico che qui appresso riportiamo.