EXCALIBUR 98 - giugno 2017
in questo numero
Trent'anni di storia fotografica per un gruppo non conforme
Un libro tratteggia i caratteri del movimento skinheads
di Mirko Simula
Frontespizio del volume fotografico
Capoterra, 13 maggio 2017 - Anfibi, bomber, capelli rasati e tatuaggi incisi sulla pelle di chi ancora oggi, dopo più di trent'anni, combatte "Sulla strada dell'Onore".
Questo il titolo del libro che Giordano Caracino, attuale presidente del "Veneto Fronte Skinheads" presenta in terra sarda presso Area 28; introduce gli ospiti Massimo Piano, attuale responsabile di "Sardegna Skinheads" e padrone di casa. Al tavolo siedono anche Katy Stoppato, importante voce femminile appartenente al Movimento "Veneto Ardita-Mente" ed ex appartenente al movimento Usgi (Unione Skinhead Girl Italia) e Giuseppe Landolfi di Trento, figura storica presente sin dagli inizi della fondazione del Vfs.
Il libro, spiega Massimo, è una preziosa raccolta di testimonianze di uomini che hanno conosciuto la strada, che hanno portato avanti uno stile inconfondibile dell'essere skinhead, che portano ancora oggi altissimi i valori di un mondo particolare slegato dal materialismo e dall'ipocrisia buonista.
Un esempio di Uomini di Azione più che di chiacchere: le immagini in esso contenute sono pezzi di storia del movimento, che tra concerti, bevute e manifestazioni non ha mai perso di vista il fattore politico, strumento fondamentale per farsi spazio e dire la propria su argomenti che oggi sono sulla bocca di tutti, vedi immigrazione incontrollata, lotta all'usura bancaria ed argomenti già allora premonitori di forti disagi sociali attuali. La città di Capoterra, dice Massimo, è sempre stata parte attiva sia nella storia del Veneto Fronte Skinheads che, attraverso i suoi uomini, sulla scena skinhead nazionale e internazionale. I rapporti di Cameratismo oggi ancor più forti di ieri portano i Sardi sempre a fianco del Leone.
Giordano Caracino, entrato giovanissimo nel Vfs, dopo una infelice esperienza tra le fila del Fronte della Gioventù di Padova, mostra grande conoscenza del movimento e dei suoi uomini. Abbraccia sin da giovane idee, progetti, ma soprattutto una vita dedita a sacrifici, persecuzioni giudiziarie, battaglie in giro per l'Italia e per l'Europa.
Diverse le manifestazioni come quella contro l'Aspen Trilaterale del gruppo Bildeberg, dura la battaglia contro le droghe che hanno il solo scopo di controllare e distruggere le giovani generazioni, emozionanti le marce commemorative in onore di Rudolf Hess, ferme le contrapposizioni all'imposizione di una società multirazziale, che il Vfs, con oltre trent'anni di anticipo, denuncia come la più grande sostituzione della razza europea oggi anche fattore di business da parte di pseudo associazioni legate sia al mondo delle cooperative di sinistra che alle istituzioni ecclesiastiche. Questi i cavalli di battaglia di un presidente erede della scuola dei "Puschiavo" e del suo Movimento.
Il Vfs, sottolinea il presidente, oggi e da sempre è in prima linea attraverso gesta e azioni che sono lontane dalle chiacchere. Le parole sono sempre riduttive rispetto alle azioni e proprio come cita lui stesso nel libro prendendo spunto dalla celebre canzone dei gesta bellica: «non si può spiegare la vita a chi non ha mai vissuto»!
Katy Stoppato, orgogliosa voce femminile sempre molto attiva per il movimento, contribuì, negli anni novanta, a rendere grande il movimento femminile Skingirl Italia. Non parlatele mai di conflitti o competizione tra donne e uomini nell'ambiente, lei ama sottolineare che ci sono stati e ci sono compiti e ruoli diversi, che hanno permesso ad entrambi di arrivare agli obiettivi, di rendere complementari i due sessi. Molte di loro hanno subito la repressione giudiziaria che ha colpito duramente tutto il mondo skinhead, ma non si è mai fermata diventando spalla attiva e fedele del Vfs.
Terminata l'esperienza dell'Usgi nasce un nuovo progetto, attivo da circa cinque anni, denominato "Veneto Ardita-Mente", che si propone di creare degli appuntamenti con le donne del Servizio Ausiliario Femminile (Saf): attraverso le loro testimonianze si ridà valore alla famiglia, all'identità, al fine di dare esempio alle nuove generazioni che possano raccogliere l'eredità di chi è stato ed è considerato il "male assoluto". Per Giuseppe Landolfi (Peppe), il Vfs è diventato sin da subito la sua seconda casa e lo sarà per tutta la vita. Avvicinatosi al movimento attraverso la musica, ne abbraccia tutti i valori partecipando attivamente a manifestazioni, come quella di Vicenza, contro l'immigrazione extracomunitaria, e facendo sì che il Vfs diventi famiglia sia in strada che nelle patrie galere, dove ha condiviso, negli anni ottanta, esperienze con i camerati tedeschi, grazie ai "gendarmi della democrazia".
Testimonianze dirette di uomini e donne che hanno sacrificato e sacrificano ancora oggi la loro vita, senza nessun tornaconto ma contrariamente perseguiti da una "giustizia" ideologizzata che non ha scrupoli nei confronti di chi difende e parla ancora di Patria, Terra Natia, Tradizioni, Popolo, Famiglia.
Il Vfs rappresenta ancora oggi un simbolo di intransigenza composto da Uomini e Donne sempre pronti a marciare!
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