EXCALIBUR 109 - settembre 2019
in questo numero
Il culto della Morte
In attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale
di Alessio Dettori
Un culto sinistro si aggira nella società moderna... il culto della morte
C'è un culto sinistro che si aggira nella società moderna... Sto parlando del Culto della Morte.
I recenti fatti di cronaca dimostrano come questo culto mostruoso stia trovando terreno fertile nei paesi dove la perdita di valori è ormai galoppante.
Come ogni culto che si rispetti, anche questo ha i suoi ministri, costituiti in questo caso da giudici, medici e politici; e le varie associazioni che pubblicizzano e decantano il diritto alla morte, a fare da fedeli divulgatori del culto.
Ma cosa predica nello specifico, questo culto? Insegna che per mettere fine alla propria vita non ci sia bisogno di casi estremi di malattie terminali, ma basta anche essere semplicemente stanchi di vivere, il tutto, ovviamente, nel miglior interesse del paziente. I casi di Charlie Gard, Isaiah Haastrup e Alfie Evans sono emblematici, giudici e medici uniti in coro a spiegare ai familiari che i loro figli dovevano morire per il loro miglior interesse e quando i boia sono andati a staccare i macchinari che tenevano in vita questi bambini, costringendo i genitori a guardare inermi la morte del proprio figlio, si è assistito a situazioni grottesche, con decine di poliziotti schierati non per salvare una vita, ma per tutelare i boia che avevano eseguito la condanna a morte.
Un altro recente e tristissimo caso è quello di Vincent Lambert, che, a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 2008, è rimasto tetraplegico e suo malgrado si ritrova al centro di una battaglia legale che vede da una parte la moglie e alcuni fratelli di Vincent, che chiedono la sospensione dei macchinari che provvedono a idratarlo e alimentarlo, e dall'altra i genitori e gli altri fratelli, che chiedono che il proprio caro continui a essere alimentato e idratato.
Una vicenda costituita da una sequenza assurda di sentenze e appelli, fino ad arrivare al 20 maggio 2019, dove succede veramente di tutto: i medici iniziano a eseguire la condanna a morte del paziente, alcune ore più tardi la Corte europea dei diritti dell'uomo boccia il ricorso presentato dai genitori, ma ecco che quando le speranze sembravano finite, arriva a sorpresa la decisione della Corte d'appello di Parigi, che ordina di ripristinare immediatamente le cure all'uomo.
Il 28 giugno la Corte di cassazione decide di accogliere il ricorso presentato dal governo francese contro la sentenza della Corte d'appello, dando nuovamente il via libera all'esecuzione capitale, che inizierà puntualmente il 3 luglio e che porterà Vincent a subire una lenta agonia (anche se in sedazione profonda) terminata l'11 luglio con la morte del condannato.
Stando a quello che raccontano i genitori di Vincent, lui era vigile, riconosceva le voci e seguiva con lo sguardo le persone che gli parlavano. Inoltre in un video si vedette chiaramente Vincent piangere quando la madre gli comunicò che gli avrebbero tolto le cure e lo avrebbero fatto morire.
L'assurdo accanimento nell'aver voluto la morte di quest'uomo dovrebbe far riflettere, invece fa soltanto inasprire il dibattito tra chi sostiene il diritto a vivere ed essere accuditi fino alla fine e chi invece, seguace del culto della morte, vede in persone come Vincent Lambert, soltanto dei pesi morti, li deumanizza considerandoli soltanto una spesa inutile per le casse degli ospedali che ospitano persone come lui.
Ed ecco che si cerca di indorare la pillola, si usano termini più digeribili come "dolce morte", si cerca di far passare una esecuzione come un atto misericordioso.
Infine un appunto sulle persone anziane, i depositari del passato, coloro che dovrebbero essere considerati un patrimonio storico e culturale per i più giovani, persone che hanno fatto sacrifici nella propria vita e che dopo anni di duro lavoro, hanno diritto a vivere il resto della loro vita in serenità e, se necessitano, anche accuditi.
Ecco, per una parte dei seguaci del culto anche loro fanno parte dei cosiddetti pesi morti, ormai improduttivi, e che alla fine non servono a nulla; ed ecco che anche per gli anziani, i ministri del culto propongono una pillola della "dolce morte" per chi ha superato una certa età anche se perfettamente sano, oppure di limitare gli interventi chirurgici sempre per superamento dell'età.
L'amara verità è che le persone di cui ho parlato, fanno parte dei martiri dei giorni nostri, persone considerate sia un peso che improduttive da una società malata.
Una società dei disvalori che in futuro verrà ricordata con orrore nei libri di storia che saranno letti dalle generazioni future.
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