EXCALIBUR 115 - giugno 2020
in questo numero
La storia coloniale italiana dimenticata
Asia e Africa nelle mire italiane per uno sbocco sull'Oceano Indiano
di Gianluca Cocco
Gustav von Overbeck (Lembgo 1830 - Londra 1894)
Nel 1869, prima della breccia di Porta Pia, il giovane Regno d'Italia muoveva i primi passi nel complesso scenario globale di quel periodo, e uno di questi primi passi fu intrapreso dal nostro esploratore Emilio Cerruti, che venne mandato per conto dello stato nella lontana Nuova Guinea.
Il compito di Cerruti era quello di allacciare i rapporti con le popolazioni che abitavano alcune delle zone ancora libere dall'ombra di una bandiera europea, per tentare di inserire ufficialmente il Regno d'Italia nello scacchiere locale sul piano commerciale, creando un piccolo avamposto tricolore, che poi eventualmente si sarebbe potuto evolvere in colonia.
In realtà la missione andò a buon fine, e il Cerruti allacciò realmente i rapporti sperati e andò oltre, raggiungendo per conto italiano degli accordi molto importanti coi sultani delle isole Aru, Kai e Balscicu che accettarono la sovranità italiana e permisero al Cerruti di prendere possesso ufficialmente di alcune zone costiere già nei fatti "territorio d'oltre mare italiano".
Oltre l'inizio di una penetrazione coloniale in Asia, l'obiettivo non ancora ufficialmente dichiarato era quello della costruzione di una colonia penale, che potesse alleggerire la situazione carceraria del neonato Regno d'Italia.
Il Cerruti rientrò in Italia nel 1870 e la diplomazia italiana non perse tempo nell'attivarsi. Dovette però scontrarsi contro un accanito Impero Olandese che voleva conservare per sé l'esclusiva di quelle lontane zone dell'Oceano Indiano per via della presenza delle "Indie Olandesi", ma soprattutto il contrasto lo ebbe con il potente Impero Britannico, che infatti poco dopo inglobò quelle zone nel suo già vasto impero coloniale.
Puntualmente dieci anni più tardi si presentò un'ulteriore occasione, sempre relativa alle stesse zone. Nel 1880, infatti, la diplomazia asburgica addirittura propose al nostro governo di iniziare ufficialmente a insediarsi nel Borneo e precisamente nell'attuale stato di Sabah.
Un ex avventuriero austriaco, il barone Gustav von Overbeck, emigrò nel 1850 con suo cugino negli Stati Uniti d'America. Dopo quattro anni, nel 1854, ebbe la possibilità di trasferirsi nella lontana Hong Kong in prospettiva di un nuovo lavoro. Orbene, dieci anni più tardi, ottenne l'incarico diplomatico di console da parte del suo impero proprio in quella città.
Von Overbeck aveva chiesto aiuto al suo impero riguardo la sua concessione personale nello stato di Sabah, ma l'Impero Asburgico era storicamente poco orientato ad avventure coloniali che potessero compromettere equilibri europei e quindi la sua proposta venne rifiutata.
Forse per necessità o forse per rivalsa, il barone Von Overbeck, poiché diplomatico, sicuramente era conscio della volontà del giovane Regno d'Italia di espandersi sul piano coloniale, così si rivolse al governo italiano proponendogli l'acquisto della sua concessione. Memore però della precedente esperienza col Cerruti oltre che di un ulteriore e naufragato tentativo di Cavour di costruire nell'Africa atlantica un avamposto commerciale al largo della Nigeria, nell'isola portoghese di Principe (osteggiato da Francesi e Britannici) il Regno d'Italia rifiutò.
Nonostante lo schiaffo di Tunisi del 1882, il colonialismo italiano diventò ufficiale nella baia di Assab in Eritrea e da lì l'espansione coloniale italiana dilagò col tempo nell'intera regione del corno d'Africa permettendo comunque al Regno d'Italia il tanto agognato sbocco sull'Oceano Indiano. Non è dato sapere se e come la storia nazionale sarebbe stata diversa se ci si fosse orientati alla colonizzazione del Borneo invece che a quella del Corno d'Africa e nemmeno se la stessa storia coloniale africana avrebbe mai avuto inizio, almeno nelle dimensioni in cui l'abbiamo conosciuta. Il dato di fatto però rimane quello che nei testi scolastici le vicende di certi personaggi storici sono letteralmente sconosciute e che si fa fatica anche a reperire materiale in merito.
Per sentir parlare la prima volta delle uniche vicende tangibili, anche se ugualmente in gran parte totalmente ignorate, del colonialismo italiano in Asia, bisognerà aspettare la famosa rivolta dei Boxer in Cina, sedata da una spedizione internazionale alla quale l'Italia partecipò col suo contingente militare e che portò all'assegnazione della concessione di Tientsin nel 1901.
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