EXCALIBUR 115 - giugno 2020
in questo numero
La guerra dei sessi
Ipocrisie nascoste dietro il legittimo diritto all'uguaglianza tra uomini e donne
di Alessio Dettori
La bellezza della diversitÓ in tutte le stagioni della vita
Una locuzione latina recita "Divide et impera", ovvero dividi e comanda, un'espressione che definirei attualissima vedendo quanto accade ai giorni nostri, dove una regia occulta mira a creare discordia tra le varie fasce della popolazione, ma che nell'ultimo periodo ha preso di mira l'uomo (in quanto maschio) e la donna (in quanto femmina), cercando di metterli l'uno contro l'altra.
Per evitare fraintendimenti, parto subito dal presupposto che l'uomo e la donna, nelle loro diversitÓ, sono complementari, ovvero si completano a vicenda.
Si Ŕ partiti in passato con le legittime richieste da parte di movimenti e associazioni varie, che chiedevano pi¨ diritti per le donne in questioni sociali e lavorative.
Negli anni successivi, giustamente, si Ŕ arrivati un passo alla volta ad avere una visione sempre pi¨ moderna e aperta da parte della societÓ, che non considerava la donna soltanto come una madre o una casalinga, ma come a una persona a 360 gradi che poteva ambire anche a una carriera nel mondo del lavoro e non solo (sport, politica, ecc.).
Tutto molto bello fin qui, se non fosse che, a un certo punto, alcune delle solite ideologie deviate hanno iniziato una vera e propria guerra tra l'uomo e la donna, cercando di distruggere le figure di entrambi, seminando zizzania tra loro. Ma qual Ŕ il loro modus operandi?
Principalmente la propaganda martellante tramite i mezzi d'informazione; una propaganda basata su luoghi comuni, mistificazioni e demonizzazione del loro presunto nemico: l'uomo in quanto maschio.
Ormai la narrazione Ŕ sempre la stessa: il maschio Ŕ un mostro per natura, che maltratta le femmine in quanto tali e cerca di schiavizzarle tramite il "patriarcato" (che insieme al matriarcato, non sono per forza delle strutture gerarchiche malvagie).
Fortunatamente la maggioranza delle donne non crede a questa propaganda estrema, ma Ŕ altrettanto vero che negli ultimi anni si Ŕ cercato di far passare queste ossessioni per veritÓ assolute, non solo tramite associazioni e stampa, ma anche tramite la politica. Infatti negli ultimi anni si Ŕ assistito a episodi di isteria soprattutto da parte di esponenti politici, da chi in Spagna ha vietato agli uomini nei bus di stare seduti a gambe aperte; a chi chiede istericamente di stravolgere la grammatica al femminile, anche per tanti termini notoriamente neutri, e infine quei politici che chiedono assurdamente scusa, a nome degli uomini, per le donne vittime di "femminicidio", (termine coniato e abusato negli ultimi anni, curioso che non sia stato coniato l'altrettanto grottesco "maschicidio" a ruoli invertiti).
È inquietante notare come questi personaggi si preoccupino di coniare nuovi termini, creando delle confusionarie "categorie protette", ma non si adoperino veramente a inasprire le pene per gli assassini; o che, ipocritamente, si adirino con chi ha le gambe aperte nel bus, ma non creino leggi efficaci contro i molestatori seriali che terrorizzano, per davvero, le loro vittime.
Non Ŕ casuale, inoltre, che queste associazioni deviate siano a stretto contatto con chi vede nella famiglia un nemico da abbattere; per loro la donna deve avere il diritto al lavoro e alla carriera, ma non si battono mai per l'altrettanto nobile e sacro diritto alla maternitÓ, infatti sbandierano spesso e volentieri articoli di pseudo-scienza dove la donna madre viene relegata a una sorta di povera frustrata che invecchia prima per colpa dei figli, ormai visti come un peso di cui sbarazzarsi tramite l'aborto.
Ma la loro ipocrisia si palesa in tutto il suo "splendore" nel momento in cui a contestare queste idee non Ŕ l'uomo-mostro, ma una donna; ecco che la macchina del fango si muove con furore contro di essa, ora vista come una traditrice, bersagliandola di insulti (basta farsi un giro sui social network per constatare il tutto).
Solo gli uomini e le donne con la testa sulle spalle possono evitare inutili guerre di genere, evitando che le belle vittorie sociali, faticosamente conquistate dalle donne, si trasformino in inutili ripicche.
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