EXCALIBUR 119 - ottobre 2020
in questo numero
Finita l'anarchia, "tottus incungiaus in domu" (da Excalibur 113)
Elucubrazioni di un solitario forzato
di Emilio Belli
Triste primavera...
Sinnai, 5 aprile 2020 C.V. (Corona Virus), ore 10,00, Domenica. Mentre nel mio studiolo sono impegnato al computer nella consueta revisione di un testo scritto la sera prima, vengo distolto da un chiacchiericcio che sale dalla strada. Mi affaccio alla finestra e mentre un rondone mi sfreccia davanti vengo avvolto dal profumato tepore della primavera ed è allora che scorgo una distinta mammina che affianca un bimbo in bicicletta che piano piano risale la pista ciclabile antistante l'accesso al campo sportivo. Toh! Ecco due trasgressori, ma sono soltanto due, di affollamento non vi è alcun indizio.
Ma che dire di questa terribile nevrastenia che ci vuole tutti rintanati in casa imponendoci dei doveri inconsueti, dopo decenni di irrinunciabile libertà. Di certo ampiamente giustificati, ma quanto pesano e come contrastano con altri aspetti, molto propagandati ma ancora privi di corpo, poiché di fatto non sappiamo che fare.
Le fastidiose imposizioni odierne mi richiamano alla mente l'imperioso ordine di un militare in servizio a Roma nella Via Nemorense in una lontana notte invernale del '43: Spegnete quella luce! Si era ancora in guerra, vigeva l'oscuramento e con la polizia, che non a caso era detta "la forza", c'era poco da scherzare, vuoi che fosse un vigile metropolitano o un ruvido esponente della gendarmeria tedesca.
Questa è l'impressione che mi danno le nostre forze dell'ordine, che sono dei militari abituati per il ruolo esplicato al rispetto degli ordini e alla disciplina, ma che nei confronti del cittadino va applicata col dovuto buon senso.
È vano prendersela con i trasgressori per le tante cose che non possono fare. Io penso che manca la "moral suasion", la persuasione, per renderle accettabili. Improvvisamente si invoca un desueto senso di responsabilità a una popolazione abituata a soddisfare le necessità del momento. Ripeto, cosa dovremmo fare?
Alcuni suggerimenti per il P.d.C.: a lei si chiede l'autorevolezza, ma in questa complessa situazione ha abbondantemente dimostrato di possedere soltanto una indubbia capacità affabulatoria. Ma, come il coraggio, l'autorevolezza è una dote che se non si possiede è impossibile darsela, tanto che sovente, per sopperirvi, si è fatto furbescamente schermo del Comitato scientifico.
Nutrendo la convinzione che quello italiano fosse il sistema sanitario migliore del mondo, il P.d.C. non ne vedeva le falle e le tante inefficienze, per cui l'Italia si è salvata soltanto grazie alle tante persone decedute, ai presidi ospedalieri di eccellenza, agli infaticabili medici e paramedici rimasti in campo per un vero senso di responsabilità, per amore della vita e forse per una inveterata consuetudine al fattore rischio.
E la cosa andrà avanti, un decreto dopo l'altro, di certo per diverse settimane, ma non sarà possibile eludere il disastro economico che ci sta rovinando addosso.
Ci ricordiamo quando il P.d.C. si gloriava del fatto che il governo aveva posto in campo risorse poderose, ma allora come si devono definire i provvedimenti adottati da Trump, dalla Merkel e da Macron, che in tutta evidenza sono di ben altra portata?
Bisogna agire e dare a tutti la certezza che saranno aiutati a "sopravvivere". Cosa difficile da farsi. E poi... come farlo? Le vecchie formule economiche non servono più ed è inutile invocare le opportunità mancate del turismo cinese, dell'alta moda, del fiume di vino italiano ormai privo di acquirenti.
Quelle strade non saranno più praticabili. Cerchiamone altre, più modeste.
Occorre quindi un progetto immediato per poter gestire la fase di transizione verso la normalità che dovrebbe rispondere a queste esigenze:
- come convivere col C.V. fino al suo deperimento,
- come proteggersi, alla riapertura delle città, per evitare il contagio,
- come sanificare le abitazioni.
In sostanza, quali precauzioni adottare facendole diventare nuove abitudini. Per dare speranza del domani ci vuole tanta persuasione, non ordini ma tanta amichevole persuasione.
Come pure non dovrà mancare il sostegno economico, senza il quale non si può andare avanti. E poi, quali saranno le effettive possibilità di lavoro, dello studio e del resto. Cosa si potrà salvare delle vecchie abitudini.
A rivederci presto e un augurio di Buona Pasqua a tutti!
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