Excalibur blu
Berto Ricci, il fascista eretico
Ricordo, nell'ottantesimo anniversario della sua morte in guerra, della breve vita di un anarchico approdato a un fascismo impossibile
di Angelo Abis
Berto Ricci (Firenze 1905 – Libia 1941)
Ricorre il 2 febbraio l'ottantesimo anniversario della morte dello scrittore, poeta e giornalista Berto Ricci, caduto in combattimento sul fronte libico nel 1941.
Inizialmente anarchico e antifascista, si avvicinò tuttavia, a partire dal 1925-1927, al fascismo toscano, che non scherzava affatto quanto a faziosità, estremismo e intolleranza verso il cosiddetto fascismo borghese, conformista e grettamente autoritario.
Berto Ricci per le sue posizioni era mal visto dai gerarchi. Farinacci lo definì un bolscevico. Pavolini, allora federale di Firenze, nel 1932 gli negò la tessera del partito in quanto ex anarchico, salvo poi diventare suo amico. In compenso era stimato da Mussolini, che gli offrì la collaborazione al quotidiano "Il Popolo d'Italia".
Chiudiamo con alcune citazioni "eretiche" dello scrittore: «Uno dei punti sui quali ci dobbiamo impegnare è la lotta al razzismo perché, in una visione universale del fascismo, l'ascaro fedele è uguale a noi, è nostro fratello... in una visione imperiale la discriminazione razziale è inconcepibile».
E ancora: «La gioventù italiana qualche volta sbadiglia, qualche volta fonda le cellule comuniste... Il pericolo comunista c'è anche in Italia ed è creato in gran parte dalla stupidità della polemica anticomunista fatta dai fascisti»
Certamente il fascismo di Berto Ricci fu contraddittorio e ai limiti dell'antifascismo. Ma la guerra del '40 non gli lasciò scelta: la caduta del fascismo poteva avvenire solo con la sconfitta dell'Italia. Berto Ricci non esitò e partì volontario per la guerra "fascista".
Lo stessa dilemma si pose al compianto Prof. Del Piano che, nel 1937, nella città di Firenze, mentre frequentava il liceo di quella città, aveva aderito a un gruppo antifascista che faceva capo a una docente del liceo classico "Michelangelo", la Prof.ssa Porciani.
Dopo l'8 settembre optò per la Rsi, rifiutando l'assunto del gruppo antifascista fiorentino (e non solo di quello) che la caduta del fascismo dovesse inevitabilmente passare per la sconfitta dell'Italia.
Per questo motivo abbiamo deciso di commemorare Berto Ricci pubblicando il saggio del Prof. Del Piano "L'eresia di Berto Ricci ovvero il 'fascismo impossibile'", del 1995.