Excalibur rosso
2022: l'anno del Drago o del Caimano?
Due concezioni della politica e delle istituzioni a confronto
di Angelo Abis
Berlusconi o Draghi?
Sgombriamo Subito il campo da Mattarella.
Al di là delle sue doti personali, non si può certo dire che abbia governato attenendosi allo spirito se non alla lettera della costituzione.
La violazione più plateale fu il rifiuto di nominare Ministro delle Finanze del governo giallo-verde l'economista Paolo Savona, solo perché era inviso ai Tedeschi.
Ma veniamo ai due veri contendenti alla più alta carica dello stato che hanno, salvo sorprese, la possibilità di essere eletti.
Draghi è l'asso di picche tirato fuori da Mattarella per scongiurare la rovinosa crisi del secondo governo Conte. Operazione non certo gratuita, perché Mattarella ha allettato Draghi promettendogli l'elezione alla presidenza della repubblica (da qui l'irremovibilità di Mattarella a non rinnovare il suo mandato).
Il cosiddetto governo di unità nazionale, sorto sfruttando il terrore del centrosinistra di andare a elezioni anticipate e dando un po' di poltrone ministeriali al centrodestra, era il logico piedistallo per issare Draghi alla carica di Capo dello Stato.
Ma così facendo si esautorava del tutto quel po' di potere che ancora conservava la classe politica, che bene o male è espressione della volontà popolare, per riversarlo su una figura che rappresenta l'esatto contrario della democrazia. Perché Draghi è un autocrate nel senso etimologico del termine, cioè il suo potere non poggia su una base popolare.
Se eletto, avremmo una repubblica totalmente fuori dalla costituzione, con gli altri poteri dello stato e le stesse forze politiche ridotti di fatto a meri organi consultivi o esecutivi.
Di ciò hanno, tardivamente, preso coscienza tutte le forze politiche, tant'è che tutti implorano Draghi di rimanere al proprio posto e sono alla ricerca disperata di un candidato qualsiasi, purché scelto da loro.
Berlusconi è di tutt'altra pasta. Pur essendo, all'origine, anche lui un manager e quindi per certi versi anche lui un autocrate, pur tuttavia, spogliandosi di tale veste, ha fondato un partito politico ed è diventato Presidente del Consiglio con un largo consenso popolare. Per giunta, creando il cosiddetto sistema bipolare dell'alternanza, ha reso compiuta la nostra democrazia, legittimando come forze di governo sia l'estrema destra che l'estrema sinistra, di fatto escluse, nella prima repubblica, dall'esercizio del potere.
Se venisse eletto avrebbe contro un sacco di gente, riavremmo in piazza il popolo viola, la Cgil, le donne, ecc.. E sarebbe la più grande dimostrazione che la nostra è e rimane una repubblica democratica.