Excalibur verde
Una donna premier? Sarà tutta un'altra storia
L'elezione del 25 settembre ci darà un presidente del consiglio donna?
di Angelo Abis
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Pare certo: il 25 settembre, con tutta probabilità, regalerà all'Italia un presidente del consiglio donna.
Se ciò si verificasse, sarebbe una assoluta novità nella storia d'Italia, con tutto quello che ne consegue, innanzitutto in letteratura, perché da Machiavelli a Gramsci non si contempla una leadership femminile.
Il mondo politico italiano posto di fronte a tale evenienza ritiene che uomo o donna che sia non faccia alcuna differenza.
Sbaglia! La donna, a differenza dell'uomo, non matura le proprie decisioni secondo schemi razionali fondati sulla logica, bensì fa più affidamento sull'intuizione o sul sesto senso, che dir si voglia, e quando matura un convincimento lo persegue pervicacemente, molto meno duttile dell'uomo a cambiare idea a seconda della convenienza. E questo, in politica, fa la differenza.
Ecco perché, per venire al pratico, quando Giorgia Meloni rifiutò l'invito di Mattarella di entrare a far parte del governo di unità nazionale presieduto da Draghi, fu considerata da amici e nemici come una bestia rara, un kamikaze che rinunciava a enormi vantaggi per alcune questioni di principio.
Sfuggiva ai più che tale atteggiamento, oltre ovviamente basarsi su una visione politica che sapeva andare al di là del fatto contingente, rispecchiava alcuni aspetti della psicologia della donna: affidarsi, soprattutto in situazioni intricate e difficili, al proprio istinto e alle proprie intuizioni, difendere puntigliosamente e ostinatamente il proprio punto di vista, tetragona a ogni argomentazione di tipo razionale e utilitaristico.
La novità di Giorgia Meloni non consiste solo sul fatto che sarebbe la prima donna premier nella storia d'Italia, ma sarebbe la prima donna in Europa ad autoproporsi come tale.
In genere le altre donne europee sono diventate capi di governo perché designate da un partito al quale in ogni caso devono rispondere. Giorgia Meloni il partito lo ha creato a sua immagine e somiglianza, lo ha portato a essere il primo puntando su valori che qui sintetizziamo nel trio "Dio, Patria e Famiglia", lo controlla in maniera assoluta e sarà lei a portare il partito al governo e non viceversa.
E guardate che Giorgia Meloni ha avuto un padre sardo - che lei giustamente ha odiato - ma che gli ha trasmesso nel dna alcune caratteristiche tipicamente sarde. Se ci fate caso Giorgia Meloni ripete spesso, quasi ossessivamente: «io non ho paura di niente e di nessuno».
Ebbene, nella lingua sarda il termine "paura" non esiste, perché è totalmente al di fuori della mentalità dell'uomo e della donna sarda. Speriamo solo che il padre non le abbia trasmesso un'altra caratteristica sarda: il dovere della vendetta.