EXCALIBUR 144 - settembre 2022
in questo numero
Distopie ambientali ed energetiche
Come sfruttare le emergenze create ad arte per soggiogare i popoli
di Alessio Dettori
Sopra: la vettura "autarchica" del 1941
Sotto: bollette in vetrina
Dopo l'emergenza mondiale per il covid-19 (una curabilissima sindrome parainfluenzale con una mortalità abbondantemente sotto l'1%), potevano mancare delle nuove emergenze di tipo ambientale ed energetico, utilizzate come grimaldello finale per togliere le libertà e diritti rimasti?
Leggendo i titoli allarmistici di pseudogiornali (perché un vero giornale informa e non fa propaganda e terrore) e opinioni di personaggi di ogni tipo, pare che siamo dinnanzi all'ennesima campagna di terrore, utile a certa politica e centri di potere assortiti per giustificare l'ondata di miseria che si abbatterà sul popolo italiano e quelli europei a partire già da questo caldo settembre 2022.
Partiamo dal cambiamento climatico. Nessuno lo nega, ma la narrazione ufficiale è ormai a senso unico, quindi se i giornali o una Svedese con le treccine senza alcun titolo o il politico di turno dicono che è tutta colpa dell'uomo che inquina, allora non si può osare mettere in dubbio questa narrazione.
Persino uno scienziato del calibro di Antonino Zichichi è stato messo alla gogna e definito "negazionista climatico" (vi ricorda qualcosa?) per aver sostenuto delle tesi alternative, sostenute anche da altri scienziati, dove differenzia l'inquinamento ambientale (quello sì, causato dall'uomo) dal cambiamento climatico, a detta sua causato da un 5% dall'uomo e il restante 95% dalle normali attività solari che hanno causato periodi di gran caldo alternati a glaciazioni durante le varie ere geologiche della Terra.
Ma alla narrazione ufficiale questo non va bene, quindi il vecchio di paese con la vecchia Panda sta distruggendo il clima e inquinando, mentre i capi di stato, che fanno pompose conferenze sul clima e sul futuro, arrivati con centinaia di jet privati che per quel viaggio inquinano quanto anni e anni di viaggi in macchina, sono gli illuminati che indicano la strada da seguire.
Ma la strada qual è?
Semplice. Una vita dove il cittadino medio è sempre più povero e con meno servizi, in quanto le tecnologie "green" (guai ad usare in Italia un corrispettivo in Italiano!) sono appannaggio dei ceti più ricchi.
Ovviamente per loro è del tutto superfluo che le auto elettriche sul lungo termine siano più inquinanti (oltre ad esplodere molto più facilmente), visto che per alimentarle bisognerà produrre ancora più energia elettrica e le batterie per queste macchine, una volta esaurite dopo meno di 10 anni, non sono smaltibili, inquinano, e costano quanto una macchina nuova.
Piccola nota di merito: in Italia, nel 1941, quindi in pieno ventennio fascista, avevamo già un'automobile elettrica. Infatti venne creata un'auto elettrica che utilizzava degli accumulatori (vedesi la "vettura autarchica" sul Giornale Luce C0166 del 31 luglio 1941), mentre nelle colonie italiane in Africa i primissimi veicoli ibridi che usavano la benzina solo per lo spunto e la ripresa erano già una realtà in quegli anni.
Ma ora veniamo all'emergenza energetica: tra vari paesi che non venderanno più corrente elettrica all'Italia (alla faccia dell'Ue, dove sono tutti amici presi per mano a cantare), pozzi pieni di gas chiusi da decenni (da febbraio a oggi non si è fatto nulla per invertire la rotta) e sanzioni alla Russia che funzionano al contrario, con sempre meno invio di gas, l'Italia rischia seriamente di trovarsi a passare un inverno gelido e in miseria e di subire la decimazione dell'industria e delle piccole e medie imprese, a causa di bollette sempre più alte, anche per il cittadino con utenza domestica.
Intanto l'Eni ha triplicato i profitti rispetto agli anni scorsi (ma guai a parlare di speculazione, eh!).
Ironico come molti di quei ristoratori che oggi appendono le bollette in vetrina in segno di protesta contro gli aumenti siano gli stessi che l'anno scorso, in quelle stesse vetrine, mettevano in bella mostra la richiesta di green pass per entrare...
Anche qui la narrazione ufficiale sta dando il "meglio di sé": da premi Nobel che consigliano come cuocere la pasta spegnendo il gas durante la cottura a cuochi tedeschi che consigliano di cuocere il pollo in lavastoviglie, ad altre baggianate assortite (quando proporranno la ricetta del pollo arrostito prendendolo a schiaffi?), fino ad arrivare ai consigli su come lavarsi poco o restare sporchi per "fare un danno alla Russia".
Ma le bollette non sono il covid-19, stavolta non ci sarà un elisir magico e salvifico che darà un lasciapassare per il paradiso al cittadino ipnotizzato dai media, stavolta ci saranno portafogli sempre più vuoti con beni di prima necessità sempre più costosi, luci spente con l'incombente minaccia di abbassare da remoto l'erogazione della corrente, grazie ai nuovi contatori installati alcuni anni fa che "casualmente" permettono di fare ciò.
Nel mentre è giusto far notare che gli aiuti alla popolazione sono sempre più inconsistenti da parte dello stesso governo che continua a sperperare miliardi di euro in armi da regalare all'Ucraina, intervenendo in una guerra che il popolo italiano non vuole e non ha mai legittimato.
Cosa rimarrà al popolo italiano e a quelli europei? Soltanto la povertà? No. Rimarrà anche tanta, tanta, rabbia.
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