EXCALIBUR 145 - ottobre 2022
in questo numero
Vaccini, obblighi, menzogne e vergogne
Memorandum per i cittadini a non dividersi per una libera scelta
di Alessio Dettori
Un dilemma che ci auguriamo non si presenti più
Premessa: in questo articolo non attacco chi si è vaccinato, in quanto si tratta di una sua rispettabile scelta personale, bensì attacco chi ha sfruttato la questione vaccini per dividere la popolazione, vessandone una parte. Invito sempre a rispettare le scelte del prossimo sia da una parte che dall'altra.

Siamo sinceri, in questi quasi tre anni il mondo è cambiato, ma in peggio.
I governi comandano a suon di emergenze: prima sanitaria, poi guerra, ora cambiamento climatico e crisi energetica.
Insomma, ogni scusa è buona per togliere diritti sacrosanti e andare spediti verso le "agende" di chi si crede onnipotente e pensa di avere le redini dell'intero pianeta tra le sue mani.
Attenzione, qui non parliamo di tesi del complotto. Perché il complotto resta tale fino a quando non viene dimostrato e non ci sono delle prove a dimostrazione della bontà della tesi, ma qui parliamo di nomi, cognomi, programmi sbandierati pubblicamente con tanto di libri scritti da chi queste agende le promuove.
Anche il comune cittadino è cambiato, diviso in masse separate tra chi crede ciecamente a tutto quello che gli viene detto dai "professionisti dell'informazione", a chi ha una mente pensante e si pone domande legittime (a sua volta diviso in chi si adegua e chi non accetta le regole truccate del gioco) e poi gli estremisti che non credono in nulla - o a tutto - e vedono complotti anche guardando una macchia sul muro.
A ogni modo la narrazione dominante scricchiola pesantemente giorno dopo giorno e l'ennesimo colpo arriva in questo ottobre 2022, proprio durante un'audizione del parlamento europeo sul covid, dove la direttrice della Pfizer (dopo che il ceo di Pfizer, Bourla, si era rifiutato di presentarsi per testimoniare sullo scambio di sms con il presidente della commissione Ue Von der Leyen) ha ammesso candidamente che il vaccino non era mai stato testato sulla riduzione del rischio di contagio da covid-19.
Ora, giustamente, anche alcuni dei più grandi sostenitori di questi farmaci (ufficialmente in sperimentazione fino al 31 dicembre 2023) si sono indignati, ma allora tutti coloro che hanno subito torti e discriminazioni per quasi due anni, cosa dovrebbero dire?
Perché a questo punto è giusto dare una rinfrescata alla memoria di coloro che hanno discriminato e gettato odio puro contro delle persone per una scelta che sarebbe dovuta essere libera per tutti.
27 Dicembre 2020: arrivano in Italia i primi lotti di vaccino dentro un furgone, per tenerli a -80 gradi centigradi per non danneggiarli (poi in estate 2021 facevano la vaccinazione anche in spiaggia a 40 gradi, ma vabbeh), con tanto di ridicola diretta televisiva seguendo il furgoncino dei gelati, chilometro dopo chilometro, quando bastava portarli con un aereo (ma lo spettacolo non sarebbe stato lo stesso).
Venne persino scomodato il Papa per fare pubblicità a questi farmaci, che definì "luci di speranza" (il Cristo, da quelle parti, non è più di moda) e che definiva "negazionisti suicidi" coloro che avevano dei dubbi sulle tempistiche troppo strette nell'uscita dei vaccini.
Nel mentre la Pfizer annunciava una immunità del 100% dopo la seconda dose, che sarebbe durata anni e anni, e che tra gli operatori sanitari vaccinati da almeno 14 giorni non si erano registrati casi di contagio.
I medici che osavano parlare di cure alternative, venivano chiamati "stregoni" dai giornalisti e gli si augurava in tv di venire radiati, mentre altri favorevoli al vaccino, ma che denunciavano il rischio delle varianti che si creano vaccinando durante una epidemia, venivano regolarmente perseguiti dall'ordine, messi mediaticamente alla gogna e zittiti.
Luglio 2021: sulla menzogna dell'immunità da vaccino, seguendo l'esempio francese, anche in Italia si decise di introdurre quello strumento disgustoso chiamato "green pass".
Inizialmente si era detto che sarebbe stato creato per favorire gli spostamenti tra diversi stati dell'unione europea, ma poi venne esteso all'interno dei singoli stati per limitare i diritti sacrosanti dei cittadini (anche in quella occasione, chi aveva denunciato che il vero scopo del green pass fosse quello rivelatosi successivamente, veniva definito complottista).
E così si iniziò a dividere mediaticamente, per l'ennesima volta, la popolazione tra i buoni (i vaccinati) e i pericolosi disertori "no vax" da stanare (così li descrivevano calunniosamente i giornali), senza dimenticare gli inviti a «sfamarli con il piombo», citando Bava Beccaris, o di «sputare nel cibo da asporto», cose dette non su una pagina di un social network, ma sulle principali emittenti televisive.
Per poi dividerli anche all'atto pratico, dove il "no vax" non poteva andare al cinema, al ristorante, a prendere un caffè al bar, a praticare sport (nemmeno i bambini se non erano vaccinati), con restrizioni che diventavano sempre più stringenti e con nuove tipologie di green pass in base al numero di vaccinazioni effettuate (nota: vennero definiti "no vax" anche i vaccinati che non volevano fare più dosi dopo la seconda o perché danneggiati da vaccino, ma sul silenzio di stampa e istituzioni sui danni e le morti sospette non mi soffermo oltre).
Ancora riecheggia l'arroganza delle parole dette dall'allora presidente del consiglio: «L'appello a non vaccinarsi è l'appello a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire. Non ti vaccini, contagi, lui o lei muoiono».
Già in quel periodo, dalle notizie dei vaccinati che contagiavano e venivano contagiati, erano sembrate delle parole fuori luogo, ma alla luce delle recenti dichiarazioni di Pfizer, oggi possiamo definirle "menzogne", che ebbero come unico esito quello di soffiare sul fuoco della divisione del popolo.
Fino ad arrivare al 15 ottobre 2021: il giorno in cui il green pass divenne obbligatorio per andare a lavorare.
Chi si opponeva veniva etichettato come violento ed eversivo (molti contrari al pass erano addirittura vaccinati con due dosi), le manifestazioni finivano regolarmente con le cariche delle forze dell'"ordine" contro persone inermi e disarmate; e tanti Italiani ancora oggi ricordano le cariche, gli idranti e i lacrimogeni contro manifestanti pacifici, seduti a recitare il rosario al porto di Trieste il 18 ottobre 2021 (una delle tante date della vergogna in questi tre anni).
Il presidente della repubblica parlava di "violenze dei no vax" e aggiungeva di non invocare la libertà come scusa per non fare il vaccino.
Questi obbrobri vennero votati anche da quei partiti che oggi cercano di prendere le distanze dai loro comportamenti, mentre chi non li votò e si disse contrario (a parole) non spese mai mezza parola di solidarietà per i cittadini perseguitati, né si presentò mai alle manifestazioni pacifiche di piazza.
Molti ancora si ricordano di alcuni piccoli uomini della politica che sghignazzavano ai comizi su come i "no vax" dovessero soffrire nello spendere 15 euro per un fastidioso tampone infilato nel naso, per ottenere il green pass per entrare a lavoro.
A un certo punto, senza green pass non si poteva nemmeno pagare una bolletta alle poste, né entrare nei negozi considerati "non di prima necessità"!
Ma l'obbligo per gli ultracinquantenni è stato l'evento che ha bloccato gli ingranaggi, quando la maggior parte di chi non aveva accettato il ricatto di stato continuò a non piegarsi.
Per il governo divenne difficile giustificare nuove restrizioni, che erano sempre più odiate anche da chi era vaccinato, oltre al fatto che il green pass non aveva fatto altro che aumentare i contagi grazie a chi, pur essendo vaccinato ma contagioso, andava in giro con il pass e infettava altre persone.
Inoltre i media annunciavano trionfanti una vaccinazione di oltre il 90% (quando recentemente è uscita la notizia che almeno il 25% degli Italiani non ha fatto nemmeno una dose), quindi le giustificazioni erano sempre più risicate da parte dei governanti.
Complici anche le scelte dei governi degli altri stati, sempre più sotto pressione, si è andati via via a togliere le restrizioni, fino alla situazione attuale dove il green pass è attualmente sospeso (ma non ancora abolito).
Perché ricordare tutto ciò?
Semplice, perché la situazione è tutt'altro che serena e quanto accaduto con la gestione covid, con il green pass, con la persecuzione di una parte della popolazione, basandosi su una menzogna fatta passare per verità assoluta da media, politica e "scienza" dev'essere un monito per chi si vanta di avere un pensiero critico, affinché simili vergogne non accadano più e vengano disinnescate al primo segnale da un popolo, stavolta, davvero unito.
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