Excalibur rosso
SPECIALE
La metanizzazione della Sardegna: un'occasione perduta
Legislazioni tradite
Sardegna senza metano
Sono ormai trascorsi 35 anni da quando, dopo complesse vicissitudini, con l'art. 4 della Legge n. 445/1987, il Parlamento definì il programma per la metanizzazione del territorio della Sardegna nel quadro dell'approvvigionamento nazionale di gas naturale liquefatto: programma che prevedeva la realizzazione "prioritaria" di uno o più impianti per l'approvvigionamento del metano e la sua distribuzione nelle aree e nei nuclei di industrializzazione. Da allora e per molti anni, nonostante le continue richieste della Giunta regionale, nulla venne fatto.
Si arriva così al 23 aprile 1997, allorché viene stipulato il "Protocollo d'intesa Stato-Regione", nell'ambito del quale vengono definiti gli impegni per lo sviluppo e la realizzazione del progetto di metanizzazione della Sardegna. Tra questi figurano i seguenti:
«Il Governo si impegna alla realizzazione del gasdotto per l'approvvigionamento di metano in Sardegna con relative reti di distribuzione, in attuazione sia dell'art. 4 della Legge 445/1987, sia dell'Accordo per il lavoro del 24 settembre 1996 (ove si prevede che la sua realizzazione comporti investimenti dell'ordine di 1.500/2.000 miliardi di lire).
Il tempo necessario alla realizzazione dell'opera è valutato in 5 anni.
Le procedure previste per l'espletamento dei relativi adempimenti riguardano la predisposizione di un Dpr in cui sarà definito il quadro dei vincoli, delle risorse necessarie e il percorso normativo per indire una gara internazionale in applicazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 158 del 17 marzo 95.
Prima di tale gara sarà necessario definire i livelli di domanda attesa per dimensionare la struttura di approvvigionamento, i parametri tecnici, i conseguenti apporti finanziari di natura pubblica ed eventualmente privata, nonché le garanzie che i finanziatori pubblici dovranno ottenere dai soggetti realizzatori dell'opera.
Il Governo si impegna a stanziare le risorse necessarie ad avviare l'opera nell'anno in corso, pari a 100 miliardi di lire, a valere sui fondi di cui alla Legge 341/1995 e della delibera Cipe dell'8 maggio 1996 in attuazione dell'art. 1, comma 79, della Legge 549/1995 (metanizzazione aree depresse).
La Regione Autonoma della Sardegna, a sua volta, si impegna a contribuire con uno stanziamento di 100 miliardi di lire.
Il Governo si impegna quindi a reperire i fondi necessari al completamento dell'opera con riguardo sia alle misure atte al coinvolgimento finanziario dei privati, sia al cofinanziamento dell'iniziativa in sede comunitaria, così come contenuto nel citato Accordo per il lavoro, nonché agli stanziamenti da inserire nell'ambito delle future leggi finanziarie. Il Governo si impegna a valutare la richiesta della Regione autonoma della Sardegna di una riduzione del costo dell'energia, per un periodo transitorio per la durata della realizzazione del progetto
».