EXCALIBUR 87 - giugno 2015
in questo numero

Intervista alla "Caravella"

Una realtà associativa ormai consolidata nel panorama culturale sardo

della Redazione
La Caravella è famiglia, Comunità umana e politica
Incontriamo la presidente dell'associazione Caravella, Antonella Zedda, infaticabile costruttrice di idee e azioni insieme agli altri iscritti

- Puoi raccontarci chi è Caravella e quali sono i principali progetti e/o tematiche su cui ha lavorato?
Caravella è Famiglia! È una Comunità umana e politica! "Istituzionalmente" è una associazione culturale e di volontariato.
Uomini e donne che hanno regalato i loro anni più belli alla militanza giovanile partitica, per non disperdere il patrimonio di esperienze dei singoli e del gruppo, il percorso fatto, ciò che abbiamo costruito. Al di là della militanza "adulta" in partiti e movimenti, abbiamo deciso che la casa comune dove poterci ancora esprimere in simbiosi e sinergia possa essere l'associazione culturale "La Caravella", da cui prende forma anche l'associazione Fuan Caravella.
Abbiamo cercato di lavorare a 360º nel campo della cultura, del turismo e del sociale. L'ultima iniziativa proposta "agorà nuragica", suggerisce un nuovo modo di fare turismo in Sardegna, sfruttando uno studio che lega il nostro patrimonio archeologico a luna e sole, abbiamo organizzato diverse, tante conferenze e seminari su Mishima, foibe, mondo degli ultrà, economia, federalismo, Medio Oriente, arte. Non sono mancati i corsi di formazione sulla comunicazione, corsi di lingua e cultura straniera. Abbiamo fondato un Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.).

- L'Associazione sta intraprendendo un processo di crescita in termini organizzativi e di attività: in tale prospettiva puoi parlarci dell'aspetto relativo ai suoi progetti a medio-lungo termine?
Ci interessa informare e formare. Essendo diversi e tanti, decidiamo anno per anno la tematica, evento o personaggio da trattare come argomento e cerchiamo di svilupparlo in maniera che diventi accessibile e interessante ai più. Sicuramente il 2015 ci vedrà protagonisti nel ricordare e onorare la memoria di Yukio Mishima e nel continuare il percorso intrapreso con agorà nuragica e magari riprendere con il G.A.S..

- Intendete sviluppare un confronto e/o collaborazione concreta ed effettiva con altre associazioni che operano nei vostri stessi settori?
Collaboriamo, ormai da anni, con differenti associazioni: tematica scelta e compagno di viaggio trovato. Vivendo l'associazionismo quotidianamente è semplice individuare nel nostro vissuto persone e associazioni che abbiano intenti similari ai nostri.

- Un tempo esisteva la militanza organizzata e disciplinata nei partiti politici, ora sembra che l'impegno e l'entusiasmo sia più riversato all'interno delle associazioni culturali: condividete questa lettura e in ogni caso secondo voi quali dovrebbero essere i "luoghi" di formazione della classe dirigente?
Abbiamo sempre distinto partito/movimento giovanile dalle associazioni. La militanza politica ha avuto delle evoluzioni notevoli. Occorre essere bravi, molto bravi per riuscire a essere presenti oggi nelle scuole e nelle università. Il vivere quotidiano è molto accelerato rispetto a ieri. La considerazione che si ha di politici e politica è molto negativa, forse è per questo che le associazioni, oggi, sembrano più "accattivanti". Noi comunque distinguiamo le due entità: essere componente della associazione ed essere militante di partito. Per la formazione della classe dirigente del partito, l'associazione può solo che essere una ricchezza.

- Vi capita di affrontare, nel percorso della vostra attività, le criticità dell'attuale modello culturale, politico, economico?
Sì, assolutamente.

- Ideali, utopie: per voi sono la stessa cosa? Hanno una loro funzione per la Comunità?
Per noi la funzione ce l'ha l'Idea. Occorre essere l'Idea sempre, ovunque, quotidianamente. Essere esempio sempre. L'Idea è qua, siamo anche Noi, è tangibile. L'utopia è là, lontana. Preferiamo nettamente qualcosa di realizzabile che qualcosa di impossibile. All'utopia si può tendere. L'ideale deve essere ognuno di Noi.
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