EXCALIBUR 121 - novembre 2020
in questo numero

Norvegia, Islanda e Fær Øer

Storie marginali dell'espansionismo europeo

di Gianluca Cocco
la battaglia di Harsfjor, considerata come il conflitto che portò all'unificazione della Norvegia occidentale
La battaglia di Harsfjor, considerata come il conflitto che portò
all'unificazione della Norvegia occidentale
La Corona Danese esercita la propria sovranità da secoli e lo fa tanto in Patria quanto sui territori d'oltre mare.
Nel folto gruppo delle potenze coloniali europee infatti, anch'essa viene a ritagliarsi il suo spazio nella storia.
Le sue numerose scoperte geografiche, esplorazioni e colonizzazioni, per quanto ignorate, rimangono un dato di fatto oltre che una solida realtà storica.
I suoi domini d'oltremare tutt'ora sono di gran lunga superiori al territorio della Danimarca. Grazie alla Groenlandia, possiamo dire che sia la nazione europea con più estensione territoriale.
Al di là però dei Danesi che in Patria non si considerano in linea con l'istituzione monarchica per motivi politici (esclusivamente un esiguo numero riconducibile alla solita area antagonista dell'estrema sinistra danese), in realtà ci sono dei Danesi che mal sopportano la monarchia per motivi storici?
Assolutamente sì, si tratta degli abitanti del lontano arcipelago delle isole Fær Øer, che a causa di una serie di avvenimenti storici sono ostili alla monarchia da oltre 1.000 anni, paradossalmente non per colpa dei vari Re danesi che si alternarono nella storia, ma a causa della "vicina" Norvegia (anch'essa tutt'ora monarchia).
Come è possibile odiare il proprio Re a causa di un sovrano straniero di 1.000 anni fa?
Semplicemente perché tutto il fenomeno di colonizzazione dell'arcipelago (risalente in prevalenza al lontano 880 d.C.) fu opera di esuli norvegesi costretti a un esilio semi-volontario dettato dall'espansionismo norvegese del Re Halfdan il Nero, figlio della semi-leggendaria ├ůsa Haraldsdottir, principessa del regno di Agder.
Alla morte dei suoi genitori regnò su entrambi i territori, senza fondere le corone. Acquisì per via matrimoniale il Sogn - corrispondente grossomodo all'attuale regione del Sogn og Fjordane - lasciando questa situazione in eredità al figlio Harald Hrald, che si dimostrò fin da subito molto capace, anche se salì al trono a soli 10 anni, nell'860. Negli anni successivi, siglò una fondamentale alleanza con Håkon Grjotgardsson, jarl di Lade (parte est dell'attuale Trondheim).
Questa temibile unione fece cadere gli altri regni uno dopo l'altro, fino ad arrivare all'evento fondante per la cultura norvegese: la battaglia di Harsfjord, vicino Stavanger. Qui bisogna prestare molta attenzione, perché si tratta di un fatto storico estremamente mitizzato e romanzato.
Tradizionalmente si dice che la battaglia sia avvenuta nell'872, ma in realtà nessuno conosce l'anno preciso; forse, è di poco posteriore. Inoltre la si prende come data di unificazione della Norvegia; errore madornale, perché Harald morì con molti regni ancora in piedi e, soprattutto, senza mai mettere piede in Lapponia. L'unificazione sarà completata solo dopo l'anno 1000.
Perché allora insistere su questa battaglia? Semplice, perché è questa a determinare le sorti di Islanda e Fær Øer.
Fu qui che Harald sconfisse i rivoltosi dei piccoli regni del sud-ovest ed estese a dismisura il proprio dominio. Un dominio talmente grande che Harald è ancora oggi considerato il primo Re di Norvegia, con l'872 come anno di ascesa al trono. Malgrado gli mancassero ancora le zone interne e tutto il nord. Da quel momento, comunque, gli sconfitti furono costretti a emigrare (spesso con la forza) e presero la via del mare. Più che unificare i regni, Harald procedeva ad autentiche annessioni. Di rispetto per gli sconfitti ne mostrava ben poco.
E così, come racconta anche la Saga dei Faroesi, molti decisero di fuggire via mare, approdando per lo più in Islanda, ma in qualche caso anche alle Fær Øer. Infatti, gli arrivi sulle isole dalla Norvegia conobbero una crescita graduale a partire dall'880 in poi.
Sarebbero nate due società unite nell'odio contro la monarchia e in particolare contro Harald Bellachioma. Quest'odio avrebbe trovato di lì a poco uno sfogo nell'organizzazione politica di queste due società, un'organizzazione politica del tutto differente da quella diffusa nell'Europa del tempo.
Se l'Islanda indipendente non ha mai voluto una monarchia, così come non la vorrebbero i Faroesi, pensate proprio al primo Re dei Norvegesi e capirete perché.
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