EXCALIBUR 124 - gennaio 2021
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Il Fascista e il Podestà

Volume di <b>Michele Citarella</b> su <b>Vittorio Tredici</b>
Volume di Michele Citarella su Vittorio
Tredici
Dopo la visita di Mussolini in Sardegna i "coccortiani" lasciarono il potere.
Dopo la grande manifestazione fascista a Cagliari contro «l'odiata vecchia camorra», Gandolfo affidò l'incarico di Commissario Prefettizio a Tredici, già capo dell'Intendenza di Finanza.
Il P.n.f. guidato da Paolo Pili, con Tredici e vari tecnici, presentò al governo il progetto di spesa di "un miliardo" diviso in 10 annualità; Mussolini acconsentì. La cifra arrivò nel 1924 con il Dipartimento alle opere pubbliche per la Sardegna.
Il primo problema era "l'emergenza abitativa": Cagliari nel 1923 dietro lo stile "liberty" celava tutto il suo degrado sociale. Come si legge in "Due anni di amministrazione fascista della città di Cagliari" del 1925, il Comune acquistò 20 padiglioni docker (mezzo milione di lire) per 192 famiglie.
Tredici avviò anche un vasto programma di incentivi per ovviare agli alti prezzi degli alloggi. Inoltre fu creato il Credito Edilizio, che ampliò l'offerta di case a basso costo. Attraverso gli accordi con cooperative locali i dipendenti comunali diventarono soci delle stesse. I risultati stupiscono ancora oggi: 80 nuovi appartamenti già nel 1925 e altri 20 nel 1926.
Sul problema igienico Tredici decise di impedire ai bambini affetti da tracoma di frequentare la scuola, istituendo 9 classi separate. Già nel 1923 i nuovi ospedali di Villanova e Sant'Avendrace curarono a titolo gratuito i più poveri e nuove farmacie comunali garantirono le medicine. L'Ufficio sanitario municipale avviò la campagna di monitoraggio per la tubercolosi, che tra il 1912 e il 1922 aveva causato 1.300 morti nella sola città.
Nel 1926, per le case popolari Tredici stanziò 3 milioni di lire, seguiti da un prestito di 5 milioni. In Via Sonnino si demolirono i sottani, completando la scuola di Villanova e realizzando 91 aule entro il 1928.
Tredici condusse e vinse "la guerra della scabbia".
All'acquedotto non ancora completato, adibì 5 grandi cisterne per l'acqua gratuita. Altro intervento fu il progetto per un nuovo cimitero. Ai Cagliaritani, che lasciavano i rifiuti per strada (non solo allora), si ampliò il sistema della nettezza urbana, capendo come le famiglie dei sottani avessero bisogno di case più decorose. Altro obiettivo fu la costruzione di un nuovo mattatoio lontano dal centro, spostato alle ferrovie. Il podestà avviò il progetto di un nuovo mercato, mettendo ordine nel caos commerciale. Nonostante il malcontento, il Nuovo Regolamento dei civici mercati ridurrà col tempo il caro viveri.
Tredici riorganizzò anche la polizia urbana corrotta e inefficiente. Con un'azione "sardista" sciolse il corpo di polizia e mutuò la Milizia Volontaria, potenziandola fino a 100 unità, con annessi pompieri. Il problema della polvere verrà risolto anni dopo, ma Tredici ampliò il sistema dei tram fino al Campidano e fu allora che il Poetto divenne "la spiaggia dei Cagliaritani". L'area fu urbanizzata e ampliata da una strada, collegata al sistema idrico, dei rifiuti e dei servizi igienici. Infine vennero costruiti due stabilimenti balneari: nasceva "la città estiva".
Dopo 50 anni di rinvii si bonificò la spiaggia di Bonaria e grazie a Paolo Pili il porto tornò "internazionale", scalo intermedio tra l'America e l'Italia; nonostante il consenso di Mussolini, il progetto non si completò per la "fine" politica di Pili.
Nell'ottobre del 1925, Tredici rappresentò il Comune al Congresso. Per lo sviluppo economico del Mezzogiorno, presentò "Ferrovie sarde", testo sul problema delle comunicazioni e delle tratte marittime fra Cagliari, Civitavecchia, Napoli, Palermo, ecc., sui tratti ferroviari interni, la telefonia e la telegrafia, il trasporto di merci e persone.
Da cattolico prestò molta attenzione alle strutture religiose della città, fra cui prevedette il rifacimento della Cattedrale di Cagliari. La Chiesa di Sant'Agostino venne resa alle autorità ecclesiastiche e tutte le chiese della città vennero ristrutturate.
In ambito culturale promosse il manifesto "Per Sebastiano Satta poeta dei Sardi" e collaborò con l'Ente di cultura ed educazione di Putzolu.
Ultimo intervento fu il concorso bandito dal Comune per il nuovo piano regolatore. Nell'autunno del 1926, Tredici assunse la carica di presidente del Cagliari Calcio scosso da una grave crisi finanziaria (Mario Fadda, 2016).
Il 21 luglio 1928, a Tredici subentrò Enrico Endrich, che disse: «fece molto, moltissimo per lo sviluppo di Cagliari».
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