EXCALIBUR 121 - novembre 2020
nello Speciale...

Paolo: il senso della disciplina comunitaria coinvolgente

di Toto Sirigu
Paolo in uno dei tanti incontri, qui con Emilio Belli e Fabio Meloni
Paolo in uno dei tanti incontri, qui con Emilio Belli e Fabio
Meloni
Paolo Camedda lo definirei come il Militante Politico per antonomasia. Ci ha lasciato a 78 anni.
È nato a Cagliari nel 1942 e per tutto il dopoguerra sino agli anni '70 e '80 ha continuato la sua militanza giovanile nelle file della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e del Fuan, sempre nei ruoli dirigenziali.
È riuscito ad attraversare la difficile stagione degli anni '70 ed è entrato poi nelle istituzioni; infatti, nel 1980 si è candidato ed è risultato eletto nella circoscrizione cagliaritana di Villanova La Vega ed è rimasto in carica sino al 1988 allorché è subentrato in Consiglio Comunale al posto dell'amico e stimato Avv. Manfredi Serra; lì Paolo ha esercitato le sue funzioni sino al 1998. Poi è stato eletto anche nel Consiglio Provinciale.
Ma la sua militanza istituzionale è sempre stata improntata, anche seguendo la sua indole di persona precisa, chiara e sintetica, alla ricerca della massima onestà e competenza, non solo nelle grandi questioni e nei grandi temi ma soprattutto nelle piccole occasioni quotidiane, negli episodi.
E poi, l'altro aspetto fondamentale di Paolo Camedda è rappresentato dal profondo rispetto per l'avversario politico e per le idee che questo manifestava; ciò è quello che lui ci ha trasmesso strada facendo.
La stessa verve che Paolo ha messo a disposizione nelle aule dei diversi consessi istituzionali che lo hanno visto protagonista, si è riscontrata ancor più rafforzata nelle iniziative che ha portato avanti tra la gente, insieme alle associazioni di destra, in particolare con Vico San Lucifero.
Tra le tante battaglie si deve annoverare quella di richiedere l'intitolazione a Cagliari di una via ai Martiri delle Foibe. Lui stesso ha consegnato, nel 1999, le tremila firme al sindaco di allora, Avv. Mariano Delogu. Nei mesi successivi alla mobilitazione, Cagliari effettivamente ha arricchito il suo stradario con il Parco Martiri delle Foibe.
È lui infine che ci ha tramandato, non solo a noi come parte schierata politicamente - ricordiamoci che aveva aderito a Fratelli d'Italia - ma a tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo, il senso grande della comunità, il senso vitale organizzativo e soprattutto il rispetto della parola data.
Un insegnamento che ciascuno di noi deve conservare al di là delle visioni ideologiche.
La Comunità per lui è stata il sale della vita. Ha espresso ciò pienamente nella militanza politica, quando ha sempre cercato di far incontrare in modo coordinato le diverse esigenze delle persone e i distinti orientamenti e ruoli potenziali.
Insomma, è stato molto attento alla armonia di base che doveva scaturire necessariamente dall'incontro dei militanti. Organizzativamente non ha mai lasciato nulla al caso e si è sempre preoccupato di preparare meticolosamente qualsiasi evento in programma, coinvolgendo, incessantemente, in modo anche molto pressante, i militanti, i quali a loro volta si son lasciati trascinare in questo faticoso ma appagante percorso, scandito da rigida tempistica e contenuti.
Infine, il rispetto della parola data rappresentava per Paolo la vera cartina al tornasole della qualità della persona che aveva davanti a sé.
Paolo sarà sempre presente nel nostro cammino militante e ci aiuterà a tenere ferma e accesa la fiamma della Terza Via, quella della Partecipazione, che manderà in soffitta sia il capitalismo che il comunismo ancor oggi presenti con il loro carico di sfruttamento e asservimento dell'uomo sia materiale che spirituale.
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VICO SAN LUCIFERO