EXCALIBUR 21 - settembre 2000
nello Speciale...

Le relazioni - l'introduzione del Dott. Caredda

La diga di Is Barrocus (Isili) semivuota
Dopo i saluti del Sindaco di Cagliari, Avv. Mariano Delogu, e del Presidente della Provincia di Cagliari, Dott. Sandro Balletto, i lavori sono stati aperti dal Dott. Caredda con una relazione sulle condizioni e le diverse problematiche che caratterizzano l'azione di governo del territorio, lasciandone intendere il fallimento o l'inadeguatezza proprio in un momento in cui la crisi idrica e il processo di degrado del suolo assumono dimensioni preoccupanti per lo stesso assetto socio-economico della Sardegna.
Secondo il Dott. Caredda, «c'è sicuramente un problema di mancata pianificazione del territorio, di inadeguata organizzazione delle strutture tecniche, di disattenzione nei confronti delle problematiche ambientali, di ritardi colpevoli e incapacità nel predisporre o semplicemente nel recepire gli strumenti normativi esistenti per la gestione del territorio e delle sue risorse. Ma queste sono cose note e certamente con esse siamo chiamati a misurarci quando vorremo seriamente immaginare e programmare quello che oggi si chiama uno sviluppo sostenibile per la nostra terra, che però richiede anzitutto forti cambiamenti di prospettiva culturale... la vera sfida è rappresentata dalla capacità che avremo di sostenere e incrementare l'aspirazione di tutti ad avere un ambiente più vivibile».
Allora che fare? «Forse converrà tornare a parlare di riassetto territoriale e riflettere sul riordinamento di tutte le strutture territoriali, ma bisognerà farlo finalmente con la consapevolezza che il suolo, il territorio, l'ambiente costituiscono di fatto l'infrastruttura primaria che regge tutte le altre. Non si tratta di mettere su dal nulla un'organizzazione; certe volte, è vero, il partire da zero può anche costituire una base vantaggiosa, ma qui purtroppo il discorso è diverso e vale per tutte le attività pubbliche. È necessario modernizzare molti enti e organismi superati, renderli idonei ai nuovi compiti, stabilire efficienti collegamenti, introdurre nuovi princìpi e metodi di lavoro, superare resistenze tecniche e psicologiche enormi. L'assetto del territorio è un problema unitario, un compendio di problemi, una questione nella quale confluiscono innumerevoli altre questioni. Ma gli organi che devono occuparsene non sono abituati a lavorare insieme, sono divisi da rigidi compartimenti stagni, da competenze superate, da leggi inadeguate che mortificano perfino la professionalità, la capacità e l'intraprendenza dei funzionari».
La legge 183/89, secondo il Dott. Caredda, «rappresenta un formidabile strumento di conoscenza e pianificazione del territorio e delle sue risorse, perché stabilisce la nozione stessa di difesa del suolo e pone le basi per la radicale innovazione delle finalità e dei metodi delle cosiddette politiche territoriali, determinando di fatto le premesse per l'affermazione dei princìpi dello sviluppo sostenibile, concetto, questo, accolto positivamente anche dal nostro ordinamento». Recepire e applicare questa legge, conclude il Dott. Caredda, è pertanto fondamentale, anche in considerazione delle stringenti disposizioni della U.E.: il rischio non è solo quello della penuria d'acqua, già di per sé spaventoso, ma anche quello della perdita irrimediabile della fertilità dei pochi suoli ancora rimasti, per tacere degli eventi estremi che sempre più frequentemente si imporrebbero su un territorio sempre più degradato e marginalizzato. Come si potrà, in queste condizioni, credere in un progresso sociale ed economico? Chi se la sentirebbe di investire in Sardegna? Problemi, questi, purtroppo da troppo tempo elusi e che si complicano sempre più, intrecciandosi e sovrapponendosi in un groviglio inestricabile.
Non è un panorama confortante, tutt'altro, ma «proprio per questo abbiamo il dovere di ragionare con freddezza per individuare i motivi, quelli veri, che non possono essere solo la negligenza o la disattenzione politica del perché non si applicano o si disattendono proprio quelle leggi che sarebbero in grado di innescare l'inversione di tendenza culturale prima e di razionale organizzazione del territorio poi».
tutti i numeri di EXCALIBUR
VICO SAN LUCIFERO