EXCALIBUR 160 - ottobre 2023
in questo numero

Il lavaggio delle coscienze (da Excalibur 144)

«Stanco di vedere un mondo che non cambia», il Neruda ancora vero

di Angelo Marongiu
la tristemente famosa immagine di Monaco 1972
Sopra: la tristemente famosa immagine di
Monaco 1972
Sotto: benvenuti all'incontro di calcio
Rimini-Cesena
benvenuti all'incontro di calcio Rimini-Cesena
Un episodio avvenuto cinquant'anni fa è già diventato storia? Oppure se lo spirito che ha ispirato quei fatti è ancora presente si deve parlare di eterna cronaca? O di politica?
Alle quattro del mattino del 5 settembre 1972, otto terroristi armati di kalashnikov e granate fanno irruzione nel villaggio olimpico di Monaco di Baviera (presidiato da 9 agenti tedeschi!), entrano nelle stanze in cui undici atleti israeliani stanno riposando: due di loro reagiscono - Moshe Weinberg e Yosef Romano - e vengono subito uccisi.
Il seguito è ormai conosciuto da chi si è interessato di questa vicenda: il gruppo composto da membri di Settembre Nero (organizzazione nata per vendicare il massacro e l'espulsione dalla Giordania di militanti palestinesi a opera dei soldati di Husayn di Giordania), affiliato all'Olp di Arafat, su ispirazione di Abu Mazen (attuale presidente dell'Autorità Palestinese), chiedeva la liberazione di 234 prigionieri palestinesi in Israele e dei leader della Baader Meihof in Germania.
Fu un balletto insensato di sufficienza e arroganza tedesca, di decisioni mancate da parte delle autorità di polizia, con le conferenze stampa degli assassini che mangiando e bevendo si mettevano in posa per i fotografi.
Questa pantomima durò 19 ore, con la Germania che, a Olimpiadi in corso, cercò di smorzare i toni inanellando un errore dietro l'altro. Non consentì a una task force israeliana di Ehud Barak di arrivare in Germania, si inventarono un piano di salvataggio in elicottero verso una base aerea Nato per evacuare ostaggi e terroristi e alla fine una sciagurata sparatoria in aeroporto provocò la morte di tutti gli ostaggi, di cinque terroristi e di un ufficiale tedesco.
I tre terroristi sopravvissuti furono catturati: ben presto liberi in uno scambio che coinvolgeva un aereo della Lufthansa.
Avery Brundage, presidente del Comitato Olimpico, con un penoso discorsetto di circostanza, spiegò che le Olimpiadi non sarebbero state interrotte. Per così poco?
Dopo cinquant'anni da questi fatti la Germania ha accettato di versare 28 milioni di euro ai parenti degli atleti uccisi (per i 6 milioni di ebrei uccisi dalla Germania nazista sarebbero occorsi oltre 16 mila miliardi di euro, sperando di non essermi confuso con gli zeri).
E quindi la commemorazione di questa strage - che vede insieme il Presidente tedesco Franz-Walter Steinmeier e il Presidente israeliano Isaac Herzog - può avere luogo.
Se i cattolici lavano la loro coscienza con la confessione, i Tedeschi possono lavare la loro coscienza con i soldi. Ancora oggi la Germania è seconda soltanto dietro la Francia come nazione con i più numerosi episodi di antisemitismo.
Intanto, domenica 4 settembre 2022 militanti palestinesi hanno aperto il fuoco contro un autobus ad Hamra, nella Valle del Giordano. Sono stati feriti sei soldati israeliani - uno in maniera grave - e l'autista del mezzo. Solite scene di giubilo a Gaza e nei territori per l'atto di eroismo e di solidarietà per i terroristi arrestati.
Dopo essere scesi dalla Germania nel Vicino Oriente, risaliamo da ultimo verso il nostro dolce paese, quell'Italia dalla forte identità nazionale da stimolare perennemente, che inalbera vessilli tricolori e canta l'inno nazionale, anche se solo durante certe manifestazioni sportive.
Sabato 3 settembre 2022 alle ore 15 si gioca il grande incontro di calcio Fiorentina-Juventus. Dalla tifoseria juventina sale un coro: «I viola non sono Italiani, ma una massa di Ebrei».
Intanto si prepara il derby emiliano Rimini-Cesena, in programma l'11 settembre 2022; sui muri nei pressi dello stadio è apparsa una scritta: "Anna Frank tifa Cesena - Giudei", con una bella croce celtica.
Se questi fatti fossero avvenuti in Gran Bretagna se ne occuperebbe Scotland Yard con tutte le implicazioni penali del caso. In Italia se ne occuperà la Federazione Calcio e ove le società calcistiche fossero condannate per "responsabilità oggettiva" rischierebbero, come in casi simili, di pagare un'ammenda pecuniaria.
Anche in questo caso bastano un po' di soldi, le coscienze sono ripulite e siamo ponti a ricominciare.
Del resto abbiamo dei candidati alle prossime elezioni in corsa per occupare prestigiosi scranni in parlamento, che hanno dovuto ritirare la candidatura - obtorto collo - per le loro esternazioni chiaramente antisemite.
È proprio vero che l'idiozia delle persone non finisce mai.
E che certi sentimenti sono radicati nell'animo umano, a volte in modo così inconscio che delle persone intelligenti, a significare un insulto, ricorrono all'abbinamento «gli Ebrei sono usurai».
Ce ne sarebbero infiniti altri da utilizzare - stereotipi sui Siciliani o sui negri o sugli Scozzesi o su tanti altri - ma chissà perché viene spontaneo citare gli Ebrei. Su questo punto del resto c'è anche l'imprimatur cristiano, che avvallò questa definizione degli Ebrei nel "Canone 67 del IV Concilio Lateranense" del 1215.
La prima persecuzione documentata (da papiri in aramaico del V secolo a.C.) contro gli Ebrei avvenne nella colonia militare persiana di Elefantina, nel sud dell'Egitto: dei sacerdoti egiziani del Dio-ariete Khnum comprarono i favori del governatore locale e fecero distruggere il tempio della comunità giudaica. Era il 410 a.C.
Il primo massacro documentato di Ebrei (Filone di Alessandria, "Contro Flacco") è del 38 d.C. e avvenne sempre in Egitto ad Alessandria: sembra che le cause fossero più politiche che religiose.
È un mondo che non cambia.
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