EXCALIBUR 19 - maggio/giugno 2000
in questo numero
Qualche dubbio su A.N.
Alleanza Nazionale... in fondo a destra?
di Corrado Meloni
La vignetta di Demetrio
Non son tutte rose e fiori.
Continua il dibattito sulla situazione di Alleanza Nazionale in Sardegna.
"Situazione", e non "crisi", perché, pur ospitando spesso opinioni critiche sui risultati e sulla gestione di questo partito, come l'articolo che segue, cerchiamo di essere super partes.
Rinnoviamo l'invito ad intervenire nel dibattito ai dirigenti locali di A.N., e comunque a tutti coloro che ritengano opportuno non difendere, ma spiegare la politica e i risultati conseguiti da Alleanza Nazionale in Sardegna.
Nel numero di gennaio, intervenendo nel dibattito su A.N., l'Avv. Gianluca Grosso - che di questo partito è un autorevole dirigente - ha sostenuto che la Destra cagliaritana stesse vivendo «una sorte di crisi strutturale di crescita, naturale e necessaria» e che, per superarla, occorresse vincere quei complessi di inferiorità e di superiorità che avevano portato il partito ad avere sterili conflitti interni, e ad una posizione di quasi sudditanza psicologica nei confronti dei propri alleati. Dopo aver sottolineato la necessità di «creare il caso politico» e di «migliorare la comunicazione politica», l'Avv. Grosso ha concluso il suo intervento invocando ironicamente perdono per non aver, quella volta, parlato della «riapertura delle vecchie sezioni»: evidentemente confidava che la sua brillante analisi fosse adeguatamente messa a frutto dai "capoccia" del nostro partito. Così non è stato, purtroppo.
Si deve constatare, infatti, che l'On. Edoardo Usai e l'On. Gianfranco Anedda non hanno dato il giusto peso alle riflessioni del loro giovane consigliere, smentendo coi ("mis")fatti della loro politica la premessa delle anzidette riflessioni - cioè che la crisi di Alleanza Nazionale fosse di crescita: stando allo striminzito 9,9% racimolato dalla Destra alle elezioni provinciali del 16 aprile scorso, più che di crescita, quella che sta attraversando A.N. è una crisi di costante ridimensionamento; insomma, un processo di "cespuglizzazione" che, salvo mutamenti di rotta - e, magari, di comandanti - porterà la Destra ai margini della vita politica locale. Altro che comprimari, caro Grosso: nella nave del Polo tutt'al più noi potremmo essere i mozzi!
A Cagliari, in Via Cugia - o sarebbe più giusto dire in Viale Regina Elena? - sembra che nessuno dei responsabili si sia reso conto di ciò che sinora è accaduto, traendone le logiche conseguenze. Eppure, appena un anno fa, in occasione della sconfitta subita alle elezioni europee, Gianfranco Fini, si parva licet componere magnis, aveva offerto al partito le sue dimissioni. Un analogo gesto da parte dell'on. Edoardo Usai e dell'On. Gianfranco Anedda, registi dell'ennesima batosta elettorale di A.N., sarebbe stato non solo doveroso, ma soprattutto opportuno. A loro parziale scusante va ricordato che tra il leader nazionale e i due ras locali vi erano e vi sono non soltanto differenze - absit iniuria verbis - di statura politica (o, se si preferisce, di stile), ma anche di prospettiva: nel senso che se le dimissioni di Fini sono state respinte, quelle dell'On. Usai e dell'On. Anedda verrebbero immediatamente accettate.
Dunque, se dai vertici cagliaritani di A.N. non ci si può aspettare alcun sussulto di dignità politica - dirigenti cresciuti politicamente in un ambiente elitario, tra persone abituate a passarsi l'un l'altra il testimone, la borsa e la poltrona, è difficile che possano avere un orizzonte ideale che vada al di là della propria personale carriera - l'unica speranza rimasta è che ci sia ancora un dirigente di questo benedetto partito che esca allo scoperto per agitare la bandiera del rinnovamento e per suonare la sveglia ad una base militante ormai rassegnata al peggio.
Non so cosa pensino i lettori, ma il sottoscritto è arcistufo di sezioni chiuse («tanto c'è internet...»), strategie carbonare («meglio che non si sappia in giro...»), eterni rinvii («vedrai che al prossimo congresso...») e squallidi inciuci da Destra di sottogoverno («magari si trova un accordo...»), avendone visti fin troppi. Tirando le somme, Alleanza Nazionale ha toccato il fondo: c'è ancora speranza di risalire, ma il dubbio è che qualcuno inizi a scavare...
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